PORTO DI GENOVA | 27 Novembre 2014

«Scegliersi una nicchia per batterli tutti»

Polipodio: leader nella protezione catodica per navi, piattaforme e gasdotti

di ROBERTO BETTINELLI

E’ una nicchia di mercato quella che consente alla Polipodio - Cathodic Protection di Genova non solo di resistere sul mercato ma di vedere il fatturato crescere. Un risultato straordinario nonostante la crisi e il declino della struttura portuale genovese che genera molto malcontento fra gli imprenditori. L’azienda ha più di 50 anni ed è specializzata nella protezione catodica nei settori navale, petrolchimico e industriale.

«Ci salviamo grazie al nostro impegno e alla qualità del prodotto» dice con orgoglio Enzo Polipodio che insieme al fratello Bruno, rispettivamente 76 e 74 anni, guida l’azienda di famiglia. Imprenditori nel porto di Genova ormai da tre generazioni, capaci di battere la concorrenza dei tedeschi e degli inglesi che hanno sempre dettato legge nel settore. 

L’export rappresenta oltre il 50% del fatturato. «Il nostro core business è la protezione catodica, siamo estremamente flessibili ed è questa la nostra vera forza. Possiamo intervenire sulle grandi unità, penso alla piattaforme petrolifere, o su piccoli pezzi, dipende dalle commesse». 

Quando le strutture metalliche sono esposte a lungo in ambienti aggressivi come il terreno, l’acqua marina e le sostanze chimiche, possono essere soggetti a corrosione. La protezione catodica protegge il materiale tramite il sistema a corrente impressa o ad anodo sacrificale. 

«Ci ci ha insegnato il lavoro? Nostro padre, ovviamente. Abbiamo cominciato presto. All’inizio l’azienda era una fonderia navale. Abbiamo proseguito questa strada specializzandoci nella protezione catodica, anche se abbiamo sempre mantenuto l’attività delle riparazioni nautiche. Adesso abbiamo aperto una succursale a Singapore, considerati i tempi di crisi. Non puoi fermarti mai, anche se fai davvero bene una cosa come è il nostro caso. Devi muoverti, essere pronto. Ormai gli armatori vanno dove più conviene, le aziende devono essere reattive e spostarsi dove tira il vento e dove si possono fare affari». 

In decenni di attività i tecnici della Polipodio hanno lavorato ovunque: gasdotti, oleodotti, acquedotti, piattaforme off-shore, raffinerie, lavorazioni chimiche, impianti di trattamento delle acque e complessi industriali. 

«Si tratta di impianti che hanno tubature sopra e sottoterra, devono essere protette dalla minaccia della corrosione galvanica e elettrolitica. La pittura e i rivestimenti speciali non bastano. Serve un sistema di protezione catodica che utilizza anodi sacrificali, corrente impressa o entrambe le tecniche» spiega Enzo Polipodio. L’azienda partecipa ogni anno al Salone nautico di Genova e a novembre era presente a Mets Amsterdam.

Una storia imprenditoriale tutta italiana. All’origine c’è la famiglia: il padre di Enzo e Bruno, i loro stessi figli, tutti entrati in azienda. Uno alla volta, ma facendo sempre attenzione a sviluppare competenze certe. Un profilo da autentico made in Italy: una specializzazione con un’eccellenza riconosciuta dal mercato internazionale, la flessibilità di andare incontro a tutte le esigenze del cliente, il coraggio di intraprendere nuove avventure. 

La Polipodio ha 50 dipendenti e un fatturato di 10 milioni di euro, clienti del calibro di Tirrenia e Grimaldi. «La cosa che ci rende orgogliosi è che produciamo noi, e siamo noi a dare assistenza al cliente. La nostra nicchia ci porta a lavorare su terra e in mare, indistintamente. Andiamo dove c’è il lavoro. Abbiamo le capacità e la voglia per farlo. Ed è questo che ci fa crescere».


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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