DIRITTI CIVILI | 31 Agosto 2016

Se anche la poligamia viene reclamata come diritto

Dopo l'approvazione delle unioni civili in Italia, alcuni esponenti del mondo islamico hanno avanzato la richiesta di riconoscere come diritto anche la poligamia. Ecco quali possono essere le estreme conseguenze del pensiero unico occidentale

di GIUSEPPE ZOLA

A volte, non fa piacere avere ragione. Quando si discuteva delle unioni civili, in molti dicevamo che, se fosse passato il principio insito in quella legge, qualunque desiderio avrebbe potuto trasformarsi in un diritto, tutelato dalla legge. I sostenitori delle unioni civili rispondevano che questa tesi era esagerata ed era portata avanti da persone integraliste, se non bigotte. Pur di difendere le unioni civili, ogni bugia andava bene. Oggi, infatti, sappiamo che quella dei sostenitori della Cirinnà era una bugia, che ora imbarazza anche quelli che avevano votato in buona fede quella sciagurata legge.

Infatti, è notizia di queste settimane che uno dei rappresentanti più noti ( e considerato “moderato”) delle organizzazioni islamiche italiane ha proposto che venga introdotto per legge in Italia anche il matrimonio poligamico e lo ha fatto con questo ragionamento, che sintetizzo con mie parole: “noi islamici siamo molto contrari alle unioni civili tra persone dello stesso sesso e non le accettiamo in via di principio, ma siccome voi, in Italia, le avete votate riconoscendo il diritto delle persone omosessuali ad unirsi anche di fronte alla legge, allora dovete riconoscere anche il diritto degli islamici a contrarre ufficialmente il matrimonio poligamico, secondo la nostra cultura, secondo la nostra tradizione e secondo i nostri legittimi desideri”.

Naturalmente, sia i sostenitori delle unioni civili sia i sostenitori della poligamia sbagliano, ma il ragionamento fatto dal rappresentante islamico non è sbagliato, logicamente parlando: una volta riconosciuto come diritto il desiderio degli omosessuali, perché non dovrebbe essere riconosciuto quello degli islamici? Il problema sta nel fatto che non doveva essere riconosciuto come diritto il desiderio degli omosessuali, per la semplice considerazione che sia le unioni civili che i matrimoni poligamici sono vietati dall’articolo 29 della costituzione, il quale prevede un tipo di matrimonio ben preciso e solo a quello riconosce, sulla base di una tradizione e di una evidenza che dura da molti millenni, il diritto di costituirsi come fattore istituzionale della Repubblica italiana. L’attuale governo di sinistra (sostenuto da degli strani centristi) ha voluto forzare la costituzione ed i regolamenti parlamentari pur di poter dimostrare ad Obama che l’Italia è finalmente un paese “moderno” (quello stesso Obama per obbedire al quale l’Italia sta perdendo miliardi per mancate esportazioni in Russia). Il nostro governo, cioè, ha voluto e dovuto obbedire al pensiero unico che sta invadendo il mondo occidentale. Ma, così facendo, ha aperto una falla che ora farà molta fatica a chiudere, perché i desideri umani sono tanti e si dovranno fare una infinità di leggi per soddisfarli tutti e ciò metterà in imbarazzo anche molti amici di Renzi.

Quanto qui scritto vale per molti tipi di “matrimonio” e qualcuno ne ha già fatto un lungo elenco. A conferma del fatto che il pensiero unico non pensa, in effetti, a tutte le conseguenze che le sue balzane idee possono produrre. Anche sotto questo profilo, è responsabilità di tutti noi cercare di fermarlo.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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