PARADOSSI | 03 Febbraio 2016

Se anche il filosofo marxista dà ragione al Family Day

L’ex deputato Pci e presidente dell’Istituto Gramsci Giuseppe Vacca, sulla stepchild adoption è dalla parte del Family Day. Definirlo reazionario, dice al Corriere, «è assolutamente improprio». La sinistra? «Subisce deriva nichilista»

di LUCA PIACENTINI

Parla della «deriva nichilista» della sinistra italiana, del suo «impoverimento culturale, che genera analisi povere».  E sottolinea che «definire il Family Day reazionario è assolutamente improprio». A mettere qui nel mirino la stepchild adoption dando ragione alla piazza del Circo Massimo non sono militanti pro life né presunti integralisti cattolici, sacerdoti o fautori della battaglia in difesa della «società naturale fondata sul matrimonio» di cui parla la Costituzione. No: è Giuseppe Vacca, storico e filosofo marxista, ex deputato del Partito Comunista, un intellettuale da sempre impegnato e schierato. Al quale, però, come è giusto, non sfuggono le evidenze. 

IL PROGRESSO? NON C’ENTRA NULLA
Quel che dice il presidente della Fondazione Istituto Gramsci nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera è chiaro e lampante, al limite clamoroso per come stride rispetto all’atteggiamento dei molti politici di sinistra. Almeno guardando alla superficialità con cui danno spesso per scontate banalità controverse, buttano lì considerazioni a caso sulla pluralità delle famiglie, la necessità di essere moderni mettendosi al passo con l’Europa dove saremmo fanalino di coda, e sentenziano su fantomatici diritti di avere bambini. Come se diritti e doveri, problemi etici che coinvolgono la vita e la natura umana, fossero di per sé questione di moda: dato che la maggior parte fa così, facciamo così anche noi. Punto. 

Con un approccio squisitamente filosofico, che analizza, distingue e definisce, Vacca taglia corto, cambia terreno e chiave di lettura. «Su come regolare le questioni della vita non si può applicare la coppia progresso-reazione - dice - Quella folla (del Family Day, ndr) esprime un modo di vedere la famiglia che appartiene a una vasta parte della società italiana». 

IL NODO DELLA STEPCHILD 
Senza trasformare Vacca in un paladino della visione cristiana della vita e della famiglia, gli va dato atto di essere onesto intellettualmente. In particolare quando, pur favorevole ad una legge sulle unioni civili, sostiene che «si deve risolvere il nodo della stepchild adoption: trovo fondate le osservazioni di chi dice che può essere un modo surrettizio per introdurre la maternità surrogata, l’utero in affitto». E quando l’intervistatore chiede se ha ragione il popolo del Family Day, è di una chiarezza disarmante: «Sul punto sì, il problema c’è. Così come penso che non sia necessario declinare al plurale la famiglia, che è una». 

«COME SI FA A DIRE CHE AVERE UN E’ DIRITTO?»
Due stoccate conclusive: «Come si fa a dire, per esempio, che avere un figlio è un diritto?» dice il pensatore rispondendo positivamente all’interrogativo circa l’errore della sinistra nel fare «dei diritti individuali il fulcro della sua azione politica». «Assolutamente sì. La sinistra subisce una deriva nichilista, in termini marxisti la definiremmo spontaneista».

Non abbiamo certo bisogno delle considerazioni di Vacca per convincerci della verità. Certo è che fa un po’ effetto vedere uno degli studiosi più noti della sinistra italiana (oltre che citare la Tatcher ed elogiare le parole di Ruini circa l’esistenza di più modernità) difendere le ragioni della grande mobilitazione di sabato, suggerendo di andare con i piedi di piombo su questioni cruciali come la vita. 

GANDOLFINI: «NCD RIFLETTA SU SOSTEGNO ESECUTIVO»
Oltretutto la legge in discussione presenta aspetti critici, aggiungiamo noi, di fronte ai quali la politica non può restare inerte. La battaglia contro il ddl Cirinnà si annuncia sempre più difficile: «Dopo il voto che ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità al ddl Cirinnà - afferma il portavoce del comitato Difendiamo i nostri figli Massimo Gandolfini - sappiamo con certezza che il disegno di legge sulle unioni civili avrà anche un gravissimo aspetto procedurale. Si tratta forse del primo ddl della storia repubblicana a essere votato dall’aula senza essere mai stato esaminato da una Commissione parlamentare. La Costituzione stabilisce infatti, all’articolo 72, che i disegni di legge sono esaminati prima in Commissione e poi in Aula». 

«A questa grave violazione procedurale si aggiunge il rifiuto del Pd riguardo alla proposta del ministro dell'Interno Angelino Alfano di stralciare la stepchild adoption per poter ridiscutere il testo – aggiunge - I parlamentari del Nuovo Centro Destra devono prendere atto di questo atteggiamento di totale chiusura e riflettere seriamente sul loro sostegno all’esecutivo. A chiederlo è lo stesso popolo della famiglie che sabato ha affollato Circo Massimo».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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