ALTRO CHE ‘BUONA SCUOLA’ | 14 Novembre 2017

Se l’alta specializzazione non è una priorità

Nonostante siano cruciali per l’occupazione giovanile, le scuole di alta specializzazione sono state trascurate dal centrosinistra, che si lascia strappare uno stanziamento agli ITS solo dopo un braccio di ferro estenuante

di LUCA PIACENTINI

Gli Istituti tecnici superiori (ITS) sono strategici. Potrebbero contribuire ad imprimere una svolta all’andamento dell’economia del nostro paese e aiutare a ridurre la disoccupazione giovanile, che in Italia ha raggiunto livelli patologici e, quel che più preoccupa, purtroppo proiettati verso il 40%. 

Lo dimostra la Germania, prima potenza industriale e manifatturiera d’Europa, che sugli ITS scommette da anni e conta numeri importanti. 

Le imprese italiane hanno dimostrato di esserci. Partecipano con risorse proprie e incalzano la politica perché faccia di più. Anche Regione Lombardia, che vanta già primati invidiabili sul fronte dell’alternanza scuola-lavoro e dell’attenzione all’ambito educativo e formativo ha fatto un punto di onore della propria politica, ha fatto la sua parte: sono infatti ben 8 i milioni di euro messi sul piatto dall’ente lombardo. Uno stanziamento importante, se paragonato ai 13 milioni che finora ha sborsato il ministero dell’Istruzione. 

Mentre tra 2016 e 2018 l’esecutivo non ha tentennato nello stanziare fior di risorse - centinaia e centinaia di milioni tra la cosiddetta (e assai discutibile) ‘Buona scuola’, l’assunzione dei precari, l’aumento a presidi e Ata, - si è arrivati solo in extremis alla previsione di una manciata di milioni per gli ITS nell’attuale legge di bilancio. 

Certo, soldi in più sono sempre i benvenuti, ma il fatto di avere trascurato per anni questi super istituti di qualità post diploma che normalmente sono alternativi alla laurea è indice di una grave miopia e di un’incapacità di fondo nel disegnare le politiche che servono allo sviluppo del nostro paese. La cartina tornasole di questo approccio distratto e poco lungimirante, che pesa come un atto di accusa verso l’attuale classe dirigente, sono i numeri irrisori degli studenti iscritti a questi istituti. 

Lo ha evidenziato nella recente audizione al Parlamento anche il direttore generale di Confindustria Marcella Panutti che, dopo aver giudicato positivamente l’inserimento di risorse nuove destinate agli ITS, ha descritto uno scenario poco rassicurante: «L’industria manifatturiera ha necessità di tecnici altamente qualificati. In Germania - spiega - ben 850mila studenti frequentano le Fachhochschulen (formazione terziaria non
universitaria). In Italia solo 8mila studenti frequentano gli ITS. Gli ITS sono percorsi post diploma che garantiscono una forte occupabilità: oltre l’80% dei diplomati ITS entra nel mercato del lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo e in settori coerenti con il percorso di studi. Se vogliamo portare gli studenti degli ITS nei prossimi 3 anni da 8 a 24mila occorre però fin da subito accrescere significativamente le risorse finanziarie».

Il fatto che si sia arrivati al nuovo stanziamento - secondo una progressione che il prossimo anno vede l’autorizzazione ad una maggiore spesa di 5 milioni, 15 nel 2019 e 30 milioni nel 2020 - solo al termine di un confronto estenuante non può lasciare tranquilli. 

Se un’azione è prioritaria - come lo è il sostegno agli istituti tecnici superiori - non può finire in finanziaria soltanto in extremis e dopo quello che viene descritto dai giornali come un braccio di ferro. Altrimenti il sospetto è che nell’esecutivo nessuno ci abbia pensato prima. O se, lo ha fatto, non era in cima ai pensieri. 

In ogni caso il giudizio negativo rimane. Insieme all’unica cosa da fare: vigilare con attenzione affinché l’impegno sia mantenuto e non finisca vittima di un compromesso al ribasso o del consueto assalto alla diligenza degli emendamenti alla legge di bilancio. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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