PENSIERO UNICO | 16 Settembre 2015

Se l'Europa detta regole dove non può

L'UE non ha alcuna competenza in materia di famiglia, che spetta ai singoli stati. Ciononostante ora ''chiede'' agli stati membri di adottare i matrimoni omosessuali. Ecco un altro modo con cui il ''pensiero unico'' vuole imporsi

di GIUSEPPE ZOLA

I giuristi (almeno quelli) e chi si occupa di Europa sanno che l’UE non ha alcuna competenza in materia di famiglia, che è rimasta esclusivamente riservata alla sovranità di ogni Stato membro. Le persone serie lo sanno, e l’eurodeputato Massimiliano Salini lo ha chiaramente ribadito proprio in questi giorni. Ma il “pensiero unico” se ne frega degli ordinamenti e, come abbiamo visto anche la settimana scorsa, va avanti imperterrito per imporre in ogni modo, lecito e illecito, la propria ideologia.

È stato infatti approvato un documento con il quale un incompetente organismo europeo chiede che tutti gli Stati aderenti all’UE adottino il “matrimonio” tra persone omosessuali. Naturalmente, in Italia qualcuno ha subito detto, senza peraltro entrare nel merito della questione, che “ce lo chiede l’Europa”. Ma, come detto, l’Europa non può chiedercelo, per il semplice fatto che non ne ha i poteri. E poi, con quale faccia l’UE chiede di uniformare la legislazione riguardante la famiglia, quando non riesce (scandalosamente) a uniformare le legislazioni (su cui è competente) in materia di profughi, di fisco, di politica internazionale, di moneta, di esercito e così via? Leggevo, nel luglio scorso, questo giudizio sul Foglio, che mi permetto di riportare qui, perché mi sembra molto appropriato: «Le mozioni approvate dal Parlamento europeo e le sentenze della Corte di Strasburgo sono in sostanza intromissioni indebite e tentativi di limitare e condizionare “dall’alto” l’esercizio del potere legislativo da parte di chi ne ha il mandato elettorale. L’Europa che non sa gestire in modo omogeneo le questioni monetarie non può certo arrogarsi il potere di omologare le legislazioni su temi sensibili, che debbono essere affrontati in base al duplice e convergente principio della sovranità popolare e nazionale».

Senza entrare nell’analisi e nel giudizio circa l’atteggiamento delle varie forze politiche (ma occorrerà pur farlo prima o poi), occorre anche ricordare ai “suggeritori” del pensiero unico europeo che la stragrande maggioranza degli stati aderenti non ha introdotto il matrimonio gay nei propri confini e che la grandissima maggioranza dei Paesi del mondo non è andata in questa direzione (nessun Paese in Asia ed un solo Paese in Africa). Il pensiero unico sta quindi andando contro il sentire comune della maggioranza assoluta della popolazione mondiale, ma ciò nonostante va avanti con l’assurdo e incomprensibile supporto di un'alienata cultura occidentale. È ora che il pensiero cattolico (che malgrado tutto esiste ancora) e quello autenticamente liberale (che ancora esiste in certe minoranze) battano un colpo ed abbiano il coraggio di andare contro corrente, ben sapendo che il popolo, almeno per ora, sarebbe con loro.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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