SOCIETA' | 25 Marzo 2015

Se una monaca fa più ridere della Littizzetto

La lezione di stile e di ironia della superiora delle Monache Clarisse Cappuccine di Napoli: con un post sulla pagina Facebook del monastero ha risposto all'infelice battuta della comica torinese sulla loro accoglienza euforica data al Papa

di ROSSANO SALINI

La frase va riportata così com'è, e riletta più volte, perché è a mio avviso un capolavoro: «Ci dispiace che la signora Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le “represse” monache di clausura stessero aspettando il papa per abbracciare un uomo... Probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini... se avessimo voluto. Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?».

Capolavoro, dicevo. Capolavoro di stile, di leggerezza, di ironia. E anche di superiorità, vorrei aggiungere, o quanto meno di ''cortegiana'' sprezzatura, all'elegante maniera del Castiglione.

La comica a corrente alternata Luciana Littizzetto, nel suo breve e ripetitivo spettacolino satirico che conclude il programma condotto da Fabio Fazio su Rai Tre («e ho detto tutto», si potrebbe chiosare con il mitico Peppino de Filippo), si è lanciata nei giorni scorsi in una frecciata da annoverare negli annali delle battute coraggiose, da vero giullare che sfida i potenti, sbeffeggiando un gruppo di monache di clausura divenute notissime per aver coperto Papa Francesco, in visita a Napoli, con gesti di affetto quasi scomposto, simpaticamente commentato in diretta dalle parole in dialetto napoletano del Cardinal Sepe. Una scena allegra, che ha fatto sorridere, e che la Littizzetto ha voluto per forza rovinare gravandola del sospetto di un'eccessiva ''eccitazione'' delle monache di fronte a una presenza maschile.

La scena, insomma, faceva ridere; la battuta della Littizzetto no. Ma le monache non si sono offese, e hanno risposto, per voce della madre superiora, con le parole argute e leggere riportate a inizio articolo. Potere dell'ironia. Quella vera.

Ironia è parola misteriosa, e magica. Pare condividere l'etimo con la parola «pace» («eiréne», in greco). E basterebbe questo a spiegare perché una monaca può battere in ironia, e di gran lunga, una triste figura come quella di Luciana Littizzetto. L'ironia nasce esattamente da una pace, da una certezza, propria di chi sa che comunque tutto avrà, se non proprio una buona fine, almeno un fine buono. Come l'ironia del Manzoni, sottilmente citato dalla superiora, sia pure con riferimento negativo alla descrizione del monachesimo secentesco.

«Chi ha coraggio di ridere è padrone del mondo», diceva Leopardi, «poco altrimenti di chi è preparato a morire». Giudichi il lettore se queste parole meglio si attagliano alla madre superiora o a Luciana Littizzetto.

Ovviamente nessuno si è sognato di scagliarsi contro la comica torinese accusandola di sessismo, come sarebbe successo per una battuta del genere in qualsiasi altra situazione. Lo stereotipo della donna assatanata, triste ed irrequieta se non appaga i propri appetiti sessuali, è infatti quanto di più degradante ci possa essere della dignità femminile. Ma sulle monache si può passar sopra.

E così sono state loro stesse a rispondere (sul loro profilo Facebook, per di più!). Non però con i toni livorosi che solitamente vengono impiegati in queste situazioni, bensì con una finezza retorica da incorniciare: primo passaggio, l'avversario della disputa retorica viene fatto oggetto di apprezzamento, come a mettere in risalto il bersaglio prima di colpire; secondo, la posizione dell'avversario viene smontata e messa in ridicolo con sottile ironia («per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini... se avessimo voluto»: sublime, detto da una monaca!); e infine la conclusione, venenum in cauda, con il colpo di grazia del ribaltamento (in questo caso la ''moderna'' Littizzetto viene invitata ad «aggiornarsi» dalle retrograde e represse monache).

Un piccolo episodio, insomma, ma veramente divertente e significativo. La superiora delle Monache Clarisse Cappuccine di Napoli ha dato una lezione di stile e moderna eleganza che le donne di oggi dovrebbero imparare a memoria e tenere in borsetta pronta all'uso, per difendersi dalle basse ingiurie che possono arrivare sia da uomini sessisti e bavosi, sia da ''colleghe'' donne a corto di ironia.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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