PENSIERO UNICO | 20 Maggio 2015

Senza un padre siamo in balia del "burattinaio"

Come insegna il Cardinal Biffi in 'Contro mastro ciliegia', la civiltà occidentale è caratterizzata dall'abbandono della figura del padre. Il che lascia libero il campo all'azione di chi vuole manipolarci a proprio piacimento

di GIUSEPPE ZOLA

Prendo spunto, oggi, da quel delizioso (e profondo) commento teologico alle avventure di Pinocchio, scritto dal grande Card. Giacomo Biffi con il titolo Contro mastro ciliegia, che consiglio a tutti di leggere. Ad un certo punto, l’autore, scrivendo di burattini e di burattinai, così si esprime: «La civiltà occidentale in questi ultimi secoli, tutta presa dalla religione del “progresso”, ha tentato di umanizzare i fantocci legnosi, rendendo sempre più remota e improbabile l’idea che possano avere un padre. Questo è il più tragico dei malintesi. La promozione umana è traguardo ammirevole, ma non è stata scelta la strada più saggia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nel mondo di oggi il burattinaio si fa ogni giorno più necessario e invadente». Per burattinaio il Card. Biffi intende, fuor di metafora, «la forza economica, il potere politico, la scienza scatenata oltre l’umano». Come è vero quanto da lui scritto!

In effetti, il “pensiero unico”, nel suo passaggio intorno agli anni del ‘68, ha di fatto ucciso la figura del padre, come ha ampiamente e analiticamente dimostrato lo psicanalista Claudio Risè in molti suoi scritti. Il pensiero moderno ha creduto di essersi liberato dal padre, ma, come conseguenza, si è riempito di molti burattinai che muovono a piacimento le gracili membra di un uomo (e di una donna), che sempre più vive senza senso e, quindi, è divenuto più manipolabile da quello che più genericamente chiamiamo potere.

Tanti sono i tentacoli di cui si avvale l’attuale burattinaio: la così detta grande stampa (sempre più piccola in realtà), che con i suoi opinionisti e cronisti impone un pensiero sempre più unico e sempre più intoccabile (ora anche con le norme penali); la TV, che, con i suoi noiosissimo “esperti” ed ora con i c.d. ‘talents’ lancia immagini e messaggi che annichiliscono soprattutto il cuore dei più piccoli e dei più indifesi; le radio, che sembrano meno aggressive, ma che diffondono pensieri volanti, che vanno tutti in un’unica direzione; la cultura di intellettuali nichilisti e disperati che si trasformano in maestri della dittatura del relativismo; artisti che si arricchiscono con i loro messaggi da cattivi maestri; il pensiero comunque politicamente corretto, che non ammette sbavature e che si fa sempre più totalitario. Il paradosso infernale è che l’uomo sembra sentirsi più libero, facendosi tirare da tutte le parti dai fili dei burattinai.

La situazione sembrerebbe disperata, ma è lo stesso Card. Biffi a porgerci un ramoscello di speranza: «Il burattinaio, che in sé è senza dubbio terrificante, in realtà può essere rabbonito e reso più mansueto, qualora sia messo di fronte con azione assidua ed energica al fatto certo dell’esistenza di un padre».

Ciò indica anche la nostra personale e comunitaria responsabilità: affermare, con assiduità ed energia, non solo che un padre esiste, ma che la storia di cui egli ci ha resi partecipi con la generazione ha un destino buono e positivo. Dobbiamo solo mettere in moto la nostra libertà.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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