BATTAGLIA IN EUROPA | 05 Marzo 2015

«Solo la famiglia difende la parità uomo-donna»

Aborto e parità tra i sessi, la relazione Tarabella spacca il Partito Popolare Europeo. L'eurodeputato Salini (Ncd-Ppe) contro il documento: «Trappola dei socialisti. No alle politiche di genere: solo la famiglia naturale difende la parità uomo-donna»

di REDAZIONE

Una relazione che fa discutere. È quella presentata al Parlamento Europeo dall'eurodeputato socialista belga Marc Tarabella. Argomento: «I progressi concernenti la parità tra donne e uomini nell’UE nel 2013». La relazione andrà in votazione in occasione della prossima seduta plenaria a Strasburgo, allo scopo di tracciare delle Linee Guida sulla politica europea inerente queste tematiche.

Ma, come dicevamo, le polemiche non mancano. Anzi, sembrano già molto accese. Discussioni che non vedono in contrapposizione solo il Pse e il Ppe, ma anche parti diverse dello stesso Partito Popolare Europeo. Perché il documento inserisce fra i presupposti che garantirebbero tale parità anche il diritto all’aborto e l’attribuzione alle unioni omosessuali dello stesso valore del patto naturale che unisce uomo e donna.

Una relazione che, come prevedibile, ha creato profonde discussioni all’interno del Ppe, la cui posizione è di contrarietà al diritto all’aborto, ma in cui non mancano le voci possibiliste nei confronti della relazione di Tarabella.

Posizione totalmente contraria è invece quella dell'eurodeputato Massimiliano Salini, dell'Ncd: «La parità tra uomo e donna si tutela difendendo la famiglia, non attraverso ambigue politiche di genere che aprono alle rivendicazioni di un mondo dove alle unioni omosessuali viene attribuito lo stesso valore del patto naturale unisce uomo e donna in un progetto comune».

Salini addita quelli che a suo avviso sono gli errori della sinistra su queste tematiche: «Si pretende di ricondurre il tema della parità uomo-donna alle politiche di genere, che alimentano un individualismo esasperato. Tali politiche sono il frutto di un approccio ideologico e dimenticano che solo il matrimonio e la famiglia naturale rappresentano l’origine di una società che guarda al futuro in modo responsabile e costruttivo». Ma Salini non manca di segnalare anche la spaccatura del Ppe: «Alcuni colleghi del Ppe pensano di ridurre la discussione all’esistenza del diritto all’aborto, che è, e resta, inaccettabile. Tra gli eurodeputati c’è chi è disposto a votare la relazione Tarabella a patto che vengano stralciati i paragrafi sul tema specifico. In realtà, non solo va ripudiato il diritto all’aborto, ma tutto il documento, in quanto esprime criticità che discendono da un impianto culturale che l’intero PPE dovrebbe ostacolare».

Non resta che aspettare settimana prossima, quando a Strasburgo si riunirà l'assemblea plenaria del Parlamento europeo e la relazione Tarabella verrà messa ai voti. Di certo la vicenda mostra ancora una volta quali sono le articolazioni di un partito di grandi dimensioni come il Ppe, dove non sempre è facile trovare una sintesi e una linea comune su questioni sensibili.


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