MADE IN ITALY | 05 Luglio 2015

«Solo latte genuino per alimenti caseari»

Produzione di formaggio senza latte, scontro fra Ppe e Commissione europea. La Via: «Tuteliamo nostre produzioni». Comi: «No alla direttiva». Pogliese: «Alimenti caseari con latte genuino nostro fiore all’occhiello»

di REDAZIONE

«Dobbiamo difendere la nostra normativa- dichiara Giovanni La Via, presidente della Commissione Ambiente, Sanità e sicurezza alimentare del Parlamento europeo- a tutela della qualità delle nostre produzioni e del made in Italy, in linea con quanto dichiarato dalle autorità italiane, che stanno già predisponendo le argomentazioni necessarie da inviare alla Commissione europea».

In questi giorni la stampa sta diffondendo notizie circa la volontà, da parte dell'UE, di imporre all'Italia, attraverso un nuovo provvedimento, la produzione di formaggi senza latte. In realtà la legge italiana, relativa alla produzione di formaggi e yogurt, che vieta ai caseifici la detenzione e l'utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la produzione di prodotti lattiero caseari, risale all'Aprile del 1974. La Commissione europea ha, in questi giorni, inviato una diffida all'Italia nella quale chiede la correzione dell'anomalia, prevista nella legge del 1974, considerato che solo in Italia e in nessun altro paese europeo vige tale divieto. Secondo gli uffici della Commissione, la nostra normativa sarebbe contraria alle disposizioni in tema di mercato interno e libera circolazione delle merci. E' bene chiarire comunque, a differenza di quanto sentito in questi giorni, che l'abolizione di tale divieto interesserebbe i soli formaggi comuni, e non i formaggi a marchio DOP e IGP (Denominazione di Origine Protetta e Indicazione Geografica Protetta) i quali sono soggetti a disciplinari che vietano la produzione con materie prime diverse dal latte crudo.  

«Se dovessimo perdere questa battaglia, che giuridicamente risulta complessa - continua l'eurodeputato siciliano - agiremo sulle regole relative all'etichettatura, cercando di tutelare i nostri agricoltori e consumatori, chiedendo alla Commissione europea l'inserimento obbligatorio in etichetta di una dicitura che informi il consumatore sulla produzione di formaggio a partire da latte in polvere, così da poterlo indurre ad una scelta consapevole».

«Gli alimenti caseari italiani, prodotti con latte genuino, sono un fiore all’occhiello dell’Italia e la loro eccellenza gastronomica è riconosciuta in tutto il mondo. Per questo motivo dobbiamo difendere i nostri prodotti caseari dalla volontà dell’Unione Europea di costringere l’Italia ad abolire la legge che vieta l’utilizzo di latte in polvere per questi prodotti». Lo dichiara Salvo Pogliese, parlamentare europeo di FI-PPE, cofirmatario insieme ai colleghi di Forza Italia di un’interrogazione al Parlamento Europeo sulla questione. «La legge italiana che vieta l’utilizzo del latte in polvere negli alimenti caseari va assolutamente mantenuta – conclude Pogliese - per tutelare la qualità dei nostri prodotti e le tante aziende italiane che lavorano nella filiera casearia». 

«Il Governo italiano dica "no" alla direttiva della Commissione europea sulla produzione di formaggi con latte ricostituito. Il nostro Paese privilegia la qualità e mette al primo posto i consumatori. Sono assolutamente favorevole a questa tutela come pure alla difesa delle piccole e medie imprese che impiegano latte fresco nel ciclo di produzione. Voglio proprio vedere se la Commissione aprirà contro l'Italia una procedura d'infrazione per avere tutelato consumatori ed imprese». Questo il commento della Vice-Presidente del Gruppo PPE Lara Comi, in risposta alla lettera di ultimatum inviata dalla Commissione europea al nostro Governo per chiedere di abrogare la Legge n. 138 del 1974 che vieta di produrre i formaggi con il latte ricostituito. «La lettera di ultimatum - continua Comi - è da respingere al mittente. La richiesta evidentemente asseconda gli interessi di produttori di Paesi senza tipicità nel settore caseario, che hanno convenienza ad affossare la qualità italiana. Il formaggio che mangiamo deve continuare ad essere prodotto con vero latte fresco ed è impensabile che la Commissione europea trascuri la qualità e l'eccellenza alimentare che è un patrimonio di tutta l'Europa". "L'Italia - conclude Lara Comi - si confermi come un Paese che ha a cuore la salute dei consumatori, la difesa delle PMI e la qualità dei prodotti alimentari».

 


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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