PENSIERO UNICO | 26 Gennaio 2018

Soros, l’anti-Trump che piace alla sinistra

Appare sempre più evidente lo stretto legame esistente tra il “pensiero unico” e le potenze finanziarie che governano il mondo. Un esempio è il trattamento riservato al finanziare George Soros, tanto amato dai campioni del politicamente corretto

di GIUSEPPE ZOLA

Appare sempre più evidente lo stretto legame esistente tra il “pensiero unico” e le potenze finanziarie che governano il mondo. Mi pare che un recente clamoroso e mondiale episodio debba essere giudicato secondo questo criterio.

Premesso che non mi intendo troppo di economia e che non voglio entrare nei dettagli tecnici e operativi della questione, mi riferisco all’annuncio di Trump di volere imporre dazi pesanti ad alcuni prodotti fabbricati nei grandi Paesi asiatici. Sono stato colpito da come la triade europea ha reagito con rabbia e con grande sintonia a quell’annuncio. La Merkel ha accusato il Presidente USA di ignoranza della storia; Macron lo ha sostanzialmente deriso dall’alto della tipica prosopopea francese; il nostro Premier si è subito accodato ai due consoli europei, affermando, con i soliti toni pacati ma ripetitivi, che certe cose non si fanno. Il tutto in nome di quella globalizzazione che non pochi problemi ha creato in tutto il mondo.

Mi ha colpito questa reazione (che, peraltro, è rimasta alla superficie del problema non andando oltre ad alcuni slogan) anche perché mi ha dato l’opportunità di fare un confronto con il trattamento riservato dalla stessa triade ad un altro potentissimo personaggio internazionale, talmente ricco da determinare, con le proprie manovre, la fortuna o la sfortuna del mondo intero. Mi sto riferendo a Soros, che nei mesi scorsi è stato corteggiato sia in Francia che in Germania. In Italia è stato ripetutamente ricevuto dai Premier del PD: e dopo le sue visite, sono state accelerate in modo inusuale le procedure che hanno portato all’approvazione della legge Cirinnà e di quella sul fine vita. Anche quel disastro politico che è la Bonino ha sempre manifestato grande simpatia per Soros. Tutto ciò mi ha reso evidente che la simpatia per Soros ha origine non solo per il suo immenso patrimonio, ma soprattutto per il fatto che egli usa una parte ingente della sua ricchezza per finanziare stabilmente tutte quelle persone, quelle associazioni, quelle fondazioni, quei movimenti che si stanno facendo protagonisti nell’espandere il “pensiero unico”, il quale riguarda aspetti determinanti dell’esistenza umana, come la vita, la libertà, la famiglia, l’antropologia: attaccando questi aspetti, tra l’altro, si finisce con l’attaccare direttamente la Chiesa.

Coloro che simpatizzano (e non solo) per Soros dicono che lo fanno perché egli, con la sua modernità, è a favore della globalizzazione; ma, in effetti, piace loro per il suo pensiero, che sta rendendo gli uomini e le donne sempre più soli e, quindi, sempre più sfruttabili. Dall’altra parte, mi sembra che coloro che attaccano Trump per ragioni economiche, in effetti lo facciano perché egli si è espresso apertamente per la libertà religiosa e contro la pratica dell’aborto. Soros è il campione della correttezza del pensiero unico; Trump è considerato molto scorretto, anche se egli non fa che attuare il programma proclamato durante la campagna elettorale ed in base al quale egli è stato eletto.

La verità è che Soros sta finanziando tutte le campagne che spezzano i contenuti delle nostre grandi civiltà. E non solo: vuole essere il grande censore della libertà delle opinioni contrarie, come ha dimostrato un recente articolo apparso su La Verità e significativamente intitolato: “Grazie a Soros, il Grande Fratello UE mette il naso nelle elezioni italiane”. Stiamo, quindi, molto attenti e vigilanti.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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