SCUOLA | 24 Febbraio 2015

«Sostenere la libertà di scelta educativa»

Esponenti dell'Ncd in campo per la difesa della libertà di educazione. Il sottosegretario Toccafondi propone detrazioni fiscali, e l'europarlamentare Salini pronto a sostenere la proposta a livello europeo

di REDAZIONE

«Un percorso di detrazione fiscale» per i genitori che pagano le rette per iscrivere i figli alle scuole paritarie. È quanto previsto dal sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi.

Sono giorni di attesa per quanto verrà deciso dal governo nel Consiglio dei ministri di venerdì sul tema scuola. Sono molti gli annunci fatti dal premier Renzi sull'argomento, l'ultimo di questi sabato scorso, ma ancora nulla di preciso è emerso. E intanto gli istituti paritari lanciano l'allarme: la tanto sbandierata ''buona scuola'' di Renzi pare ignorare il tema della parità scolastica. Ecco allora che l'intervento del sottosegretario Toccafondi riapre le speranze. Secondo lo stesso Toccafondi, «il governo è cosciente che il sistema di educazione pubblica nazionale si poggia su due gambe: la scuola statale che conta 10 milioni di studenti, e quella non statale che ne conta più di un milione e 13 mila scuole. Se vogliamo che la riforma, con la Buona scuola, sia reale dobbiamo tenere insieme tutto il sistema».

Su questo tema è pronto a portare la discussione anche a livello europeo l'europarlamentare dell'Ncd-PPE Massimiliano Salini. «La proposta della detrazione fiscale per i genitori che iscrivono i figli alle scuole paritarie – ha detto l'europarlamentare – deve subito entrare nel piano del governo sulla scuola, e possibilmente già nel decreto previsto per il prossimo Cdm». Ma questo, secondo Salini, non basta: «Si tratterebbe solo del primo timido passo di un percorso che deve essere molto più coraggioso, e portare l'Italia ad adeguarsi agli standard europei in termini di parità scolastica e libera scelta tra i diversi progetti educativi, vera base per uno stimolo al miglioramento del sistema scolastico. Sono pronto a sostenere questo percorso anche a livello europeo, con tutti gli strumenti a mia disposizione».

«Non esiste nessuna possibilità di avere una ''buona scuola'' prescindendo da questo aspetto», sostiene Salini. «Se la ''buona scuola'' di Renzi sarà solo un'infornata di assunzioni per i precari, le promesse di cambiare verso al Paese partendo dalla scuola saranno solo parole al vento. L'assenza di una reale parità scolastica in Italia, come anche di una vera autonomia, è segno evidente dell'arretratezza del nostro sistema educativo. Solo Italia e Grecia sono in questa condizione. Questo è il punto nevralgico su cui è veramente ora di cambiare. Non dimentichiamo che migliorare e ampliare la scelta del nostro sistema educativo significherebbe anche aumentare le possibilità di lavoro per i nostri giovani, spesso in difficoltà per mancanza di competenze adeguate. La disoccupazione giovanile è anche frutto di una scuola vecchia e ingessata come la nostra».

Il tema della parità scolastica dovrebbe inoltre essere portato fuori dagli steccati ideologici che bloccano la scuola italiana da decenni. «Occorre rottamare un aspetto culturale e ideologico che continua a non capire che la scuola è tutta pubblica. Basta parlare di scuole private o paritarie in maniera ideologica», ha dichiarato il sottosegretario Toccafondi.

Sulla stessa linea Salini: «Tutti i migliori studi sul nostro sistema scolastico (e penso soprattutto a quanto fatto dall'Associazione TreeLLLe, in particolare l'ultimo quaderno ''Scuole pubbliche o solo Statali? Per il pluralismo dell'offerta'', che verrà di nuovo presentato nei prossimi giorni a Milano) dimostrano che il tema della parità, che va di pari passo con il tema dell'autonomia, non ha nulla a che fare con la tutela confessionale degli istituti religiosi. Il problema è se vogliamo o no migliorare le performance del nostro sistema scolastico, oltre che tutelare la libertà di scelta in campo educativo. E non si racconti che lo Stato non ha risorse da investire, o che avrebbe ''oneri'' aggiuntivi, perché da una vera parità scolastica lo Stato ha solo da guadagnare, anche in termini di risorse. Già oggi risparmia circa 6 miliardi grazie all'esistenza delle scuole paritarie. Non c'è nulla da inventarsi su questo: basta solo guardare a quel che accade nel resto d'Europa».


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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