TERRORISMO | 27 Giugno 2015

«Spot dell’Isis e di al-Qaida per arruolare giovani europei»

Tunisia, Kuwait e Francia. Offensiva dei terroristi islamici. A Susa i turisti uccisi sulla spiaggia. Il sociologo Massimo Introvigne: «Spot dell’Isis e di al-Qaida per favorire l’arruolamento dei giovani magrebini ed europei»

di REDAZIONE

Tunisia, Somalia, Kuwait e Francia. E’ l’offensiva del terrorismo islamico che ha colpito lo stesso giorno in tre continenti. Nella città tunisina di Susa un cmmando venuto dal mare ha ucciso 37 persone cine decine di feriti, quattro in «condizioni critiche». In Francia, in un impianto di gas industriale nell’Isère, a 30 chilometri da Lione, nella regione del Rodano-Alpi, i terroristi hanno decapitato una vittima. Hollande ha dichiarato in merito all’episodio: «Di natura terroristica». A Kuwait City l’attacco è stato portato a termine durante la preghiera del venerdì, il secondo di Ramadan: 27 morti e 227 feriti. In Somalia un attentatore ha fatto esplodere un'autobomba nella base militare dell'Unione Africana a Leego, distante 50 km da Mogadiscio. 

A Susa sono stati uccisi turisti inglesi, tedeschi e belgi. Secondo fonti della sicurezza locale un terrorista sarebbe stato ucciso. Un secondo responsabile è stato arrestato ad Akouda, località a pochi km da Susa. «Gli attentati in Tunisia e Francia, fanno parte di una campagna di spot terroristici, che sia l’Isis sia al-Qaida mettono periodicamente in atto per favorire l’arruolamento dei giovani magrebini ed europei nelle proprie fila». Lo dice il sociologo torinese Massimo Introvigne. «L’Isis non mira a destabilizzare gli stati europei e a rigore neppure la Tunisia, anche se certo non ama l’attuale governo, una grande coalizione dove però gli esponenti laici sono in maggioranza. Ma ha continuamente bisogno di nuovi combattenti che partano e si arruolino per difendere i territori conquistati». 

«Isis e al-Qaida - sottolinea Introvigne - organizzano o almeno favoriscono questi attentati pubblicitari. Dobbiamo abituarci a vederne altri, senza escludere l’Italia, perché anche da noi, seppure in misura minore che altrove, le organizzazioni terroristiche hanno iniziato il reclutamento».

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