ASSOCIAZIONE CIVITAS | 16 Ottobre 2015

Sussidiarietà 'medicina' contro sprechi e centralismo

L'incontro di Civitas 'Sussidiarietà e spesa pubblica' con Giorgio Vittadini, Lorenzo Ornaghi, Massimiliano Salini (PPE) e il segretario regionale del Pd in Lombardia Alessandro Alfieri. Conti e debito dello Stato, soluzioni e prospettive

di ROBERTO BETTINELLI

Con un aumento del 10% dei trasferimenti in periferia si otterrebbe una crescita del Pil pari allo 0,6% che per una famiglia di quattro persone significherebbe avere 570 euro in più all’anno oppure 160 euro mensili per le fasce più povere della popolazione. E’ questo il bilancio del rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà. Uno studio condotto in collaborazione con l’Università di Bergamo che il presidente della Fondazione, Giorgio Vittadini, ha presentato nell’incontro in Sala Pietro da Cemmo a Crema. Al suo fianco l’ex rettore dell’Università Cattolica di Milano Lorenzo Ornaghi, già ministro della Cultura nel governo Monti, l’europarlamentare di FI-PPE Massimiliano Salini, il segretario regionale del Pd in Lombardia Alessandro Alfieri. 

 

Il rapporto dal titolo ‘Sussidiarietà e spesa pubblica’ è stato introdotto dal presidente dell’associazione culturale Civitas, l’avvocato Francesco Borsieri, che ha organizzato l’evento. «Nostro scopo è promuovere la cultura dell’impresa delle buone prassi di gestione della cosa pubblica» ha detto Borsieri nel presentare l’attività dell’associazione. Civitas può contare sul ‘Circolo dell’Imprese’ che riunisce oltre 150 imprenditori che hanno deciso di fare rete e sull’Informatore Quotidiano Liberale, una testa online che approfondisce le principali tematiche della politica nazionale e internazionale. 

 

Subito dopo, davanti a una sala gremita, ha preso la parola Giorgio Vittadini che ha affrontato il difficile tema dei conti pubblici italiani . «Un debito che supera i due miliardi e 100 milioni di euro, una spesa corrente di oltre 800 miliardi di cui 300 in spesa previdenziale e di questi almeno 100 non coperti dai contributi ma versati dallo Stato». Una situazione che, a causa degli interessi enormi che l’Italia è costretta a pagare annualmente, impedisce di destinare altrove le risorse. Un problema aggravato dal fatto che molto spesso i soldi pubblici sono spesi male. Alcune Regioni come la Lombardia vantano primati a livello europeo, ma sono più frequenti i casi in cui prevalgono gli sprechi. 

 

«La risposta deve essere una spesa pubblica meno imponente ma più qualificata che deve associarsi alla riduzione del debito» ha continuato Vittadini spiegando che bisogna promuovere la sussidiarietà, affidando i servizi pubblici anche ad enti privati che agiscono ai livelli più prossimi ai cittadini per sviluppare «una concezione periferica del welfare che coinvolga soggetti terzi e non statali puntando con forza sulle detrazioni come accade negli Stati Uniti dove le azioni di onlus e terzo settore sono rafforzate da bonus che abbattono il carico fiscale». 

Nella prospettiva degli estensori del rapporto la strategia della sussidiarietà deve essere sia verticale, con i maggiori trasferimenti in periferia, e orizzontale con il coinvolgimento di attori importanti della società civile nell’erogazione di servizi per le  comunità. «Il debito italiano è la principale voce di indebolimento della nostra reputazione in Europa - è intervenuto Salini - dove siamo osservati speciali proprio per la crescita esponenziale degli interessi che succhiano risorse altrimenti utilizzabili sul fronte degli investimenti. Un trend che ha fatto un autentico balzo negli anni ’80 e ’90 e che i nostri governi non hanno saputo ridimensionare. Viviamo sotto una sorta di ricatto permanente. Debito e interessi sono le zavorre che strangolano la nostra economia oltre alla presenza ancora massiccia dello Stato che limita la libertà di azione delle imprese e dei soggetti privati che anche nel terzo settore e nel compartii dei servizi pubblici potrebbero esprimere un protagonismo decisamente più accentuato». 

 

«Il rapporto è fondato su un concetto controcorrente - ha detto Ornaghi - dal momento che la fase attuale delle riforme ha preso una piega centralistica che comprime l’autonomia delle periferie. Non è un caso che siano sparite le Province e che anche le Camere di Commercio facciano la stessa fine. Lo stesso vale per la riforma costituzionale che sottrae competenze agli enti regionali a tutto vantaggio dei ministeri. E’ tipico dei leader alla guida dei Paesi in difficoltà per la durata di una crisi eccezionale tagliare ai confini e proteggere il centro politico. Renzi si sta comportando esattamente in questo modo. Ma se questo è lo status quo diventa molto difficile ipotizzare una ridefinizione dei servizi pubblici all’insegna della sussidiarietà». 

 

«La Lombardia deve difendere le sue eccellenze - ha detto Alfieri - ma credo che in Italia si possa affermare un modello misto, dove il pubblico possa fare il suo lavoro senza per questo motivo cancellare esperienze di successo come quella che ha saputo costruire la nostra Regione. In questo c’è una forte dialettica all’interno del mio partito, non lo nascondo, e l’ho fatto notare più volte al mio segretario nell’assemblea nazionale. Un federalismo differenziato è ciò che serve e a Roma devono capire che laddove le cose funzionano è necessario conservare pratiche che hanno dimostrato di essere efficaci». 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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