GIORNATA STORICA | 29 Maggio 2017

«Svolta per i cittadini lombardi»

Roberto Maroni firma il decreto che indice il referendum per l'autonomia della Lombardia. La consultazione il 22 ottobre. L'obiettivo? Le tasse dei lombardi restino qui

di REDAZIONE

«Oggi è una bella giornata, la Festa della Lombardia, ho firmato il decreto che stabilisce che il referendum per l'autonomia si terrà domenica 22 ottobre. Un appuntamento straordinariamente importante per i lombardi perché può significare la svolta. Una nuova storia per la Lombardia con la possibilità di tenerci tutte le risorse che ci servono per fare quello che dobbiamo fare». Così il governatore Roberto Maroni, che lunedì 29 maggio ha riunito presso la sede della Provincia di Cremona l’intera Giunta regionale. Alle 11.30 circa la firma del decreto che in autunno chiamerà i lombardi ad esprimersi sulla volontà di ottere per la Lombardia un’autonomia simile alle Regioni a statuto speciale. 
 
«Sono molto contento ed emozionato, è il coronamento di tante battaglie e la realizzazione di un sogno - ha aggiunto parlando ai giornalisti - Adesso la parola passa al popolo come è giusto che sia in ogni sistema democratico».
 
L’obiettivo del presidente Maroni, è disporre di «un’arma democratica» fortissima nella trattativa con il governo nazionale, il mandato popolare di milioni di cittadini che chiedono allo Stato una cosa precisa: restino qui, sul territorio, le tasse pagate dai lombardi.  Si tratta del provvedimento più «importante della legislatura», come lo ha definito lo stesso Maroni parlando domenica 28 maggio alla Lega cremasca.
 
La 'battaglia delle battaglie' sarà combattuta insieme al Veneto, che chiamerà gli elettori alle urne lo stesso giorno.
 
Se vincerà il sì - come sono auspica il centrodestra - la richiesta sarà quella di mantenere sui territori lombardi che li versano  - dissanguandosi - almeno metà del residuo fiscale regionale, qualcosa come 27 miliardi di euro sui 54 miliardi di differenza tra quanto pagato ogni anno e quanto ricevuto indietro. Una somma enorme, più dell’ammontare di una finanziaria. 
 
Il decreto per il referendum è stato firmato in coincidenza con la Festa della Lombardia e nel contesto dell’apertura dell’anno regionale della cultura, la cui cerimonia è stata organizzata presso il Museo del violino di Cremona.
 
Alla domanda dei giornalisti sulla nascita di un comitato per il sì al referendum, Maroni ha risposto: «Questa è una cosa che compete alle forze politiche. Io ho auspicato che la maggioranza che ha votato a favore del referendum, compresi i grillini, facciano un comitato unitario, di tutte le forze politiche rappresentate in consiglio regionale. I grillini hanno già detto di no».
 
«Mi aspetto nei prossimi giorni che tutte le forze politiche - ha spiegato - Lega, Forza Italia, Fratelli di Italia, Lombardia popolare, Pensionati, facciano il comitato unitario. So che la Lega per conto suo come partito, sta già organizzando dei comitati. Vedo grande fermento, sono molto ottimista». 
 
«Come Regione - ha sottolineato il governatore - faremo una campagna istituzionale, dicendo ai lombardi che il 22 ottobre c'è il referendum. Vai a votare, non ti dico di votare sì, ovvio per me questo è - ha aggiunto per inciso - ma faremo una campagna istituzionale, che mi pare la cosa più corretta. Dopo di che ogni partito deciderà cosa fare. Mi auguro che il Pd alla fine decida di votare sì: siamo lombardi, sono lombardo e voto lombardo». 


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