L’ALLARME DI FRONTEX | 06 Aprile 2016

«Terroristi tra i migranti». Basta col buonismo irresponsabile

Non lo dicono governi nazionalisti o partiti xenofobi, ma l’agenzia europea Frontex: terroristi tra i migranti. Urgono risposte. Il governo aumenti i fondi alla sicurezza e la sinistra abbandoni la retorica buonista dell’accoglienza ad ogni costo

di LUCA PIACENTINI

E' ora di gettare una volta per tutte la maschera del buonismo. E di farla finita con il linguaggio e l'atteggiamento politicamente corretti, che denunciano come razzista qualunque tentativo di riportare ai termini reali il discorso su immigrazione e sicurezza. Dopo gli attentati di Parigi, i fatti si impongono in tutta la loro gravità, al di là di strumentalizzazioni politiche e interessi nazionali. E l’ultimo rapporto di Frontex segna una svolta: la presa d'atto, nei documenti ufficiali europei, di un rapporto concreto tra immigrazione illegale e terrorismo internazionale. 

Nel dossier di 72 pagine sull'analisi dei rischi 2016, l'agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea a pagina 7 scrive infatti che le stragi di Parigi «hanno chiaramente dimostrato che i flussi di migranti irregolari possono essere utilizzati dai terroristi per entrare nella Ue».

Come dicevamo, non siamo di fronte a governi nazionalisti che alzano muri e barriere di filo spinato perché incapaci di gestire i flussi migratori, né a proclami di partiti estremisti facilmente accusabili di xenofobia. Sono i fatti ad imporsi oltre ogni possibile strumentalizzazione di governo o di partito. È ufficiale e lo dice Europa: rischio terroristi tra i migranti.

Due terroristi che hanno partecipato agli attacchi nella capitale francese, scrive Frontex, «erano in precedenza entrati nell'Ue attraverso Leros presentando alle autorità greche falsi documenti siriani». Inoltre la presenza in Siria di un gran numero di passaporti in bianco che possono essere riempiti con informazioni fasulle ma difficilmente identificabili con facilità degli esperti complica un quadro di per sé critico. 

Lo scorso anno i paesi europei hanno indicato 1,82 milioni di attraversamenti illegali della frontiera esterna, un dato impressionante sei volte superiore al record del 2014. Qual è l'anello debole? Sono le isole greche e la Turchia, insieme alla rotta balcanica. La distribuzione: calo degli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale mentre la stragrande maggioranza delle segnalazioni, 885mila circa, riguarda il Mediterraneo orientale, in particolare l'Egeo. Si tratta perlopiù di siriani, con un significativo aumento di afghani. Un altro elemento che preoccupa le autorità è rappresentato dal numero dei trafficanti: circa 12.000 quelli segnalati nel 2015. 

Nelle ultime ore la Commissione europea discute le ipotesi di riforma delle politiche migratorie. Il piano presentato da Jean Claude Juncker propone il superamento di Dublino e tenta di imporre a tutti i paesi una quota di rifugiati, prevedendo anche smistamenti automatici. Le soluzioni sul tavolo sono due, una più vicina all'accordo di Dublino, un'altra che vorrebbe armonizzare le regole e responsabilizzare i 28 membri a prescindere dal primo paese d'ingresso del migrante. 

Il problema è che non si può certo guardare a Bruxelles per fronteggiare una emergenza continua e diffusa. Anzitutto perché, come ha spiegato il vicepresidente Frans Timmermans, la Commissione si è limitata a fare una comunicazione, ha messo sul tavolo le strade percorribili ma non proposte legislative, per le quali attende di consultare Consiglio e Parlamento europeo onde evitare di vedersi bocciare un eventuale riforma del sistema di asilo.

Mentre le istituzioni europee discutono, resta compito dei servizi di sicurezza e delle forze dell'ordine dei singoli paesi membri fronteggiare il rischio di possibili infiltrazioni terroristiche tra i migranti. 

Cosa può fare la politica? Sul piano dei provvedimenti concreti, si tratta di aumentare gli stanziamenti per la sicurezza, migliorare le dotazioni degli apparati di intelligence e fare il possibile per mettere i nostri uomini in divisa in grado di agire al massimo livello per garantire incolumità alla popolazione. Dal punto di vista dell'approccio e della visione generale, il centrosinistra al governo farebbe bene accantonare subito e una volta per tutte la retorica buonista sull'immigrazione, evitando di cedere alla tentazione dell'accoglienza indiscriminata, che può nascondere insidie imprevedibili.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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