SIDERURGIA | 19 Dicembre 2014

«Tornare a investire nell'acciaio»

Il rilancio dell’acciaio dopo la risoluzione del Parlamento europeo. Il presidente nazionale di Assofermet Roberto Lunardi al governo italiano e alla Commissione europea: «Bisogna tornare a investire»

di REDAZIONE

Un grande piano di investimenti a favore di imprese e lavoratori, il ruolo chiave del settore siderurgico per l'industria europea, la necessità di liberalizzare l'economia e ridurre la spesa pubblica. Sono questi i temi trattati nel Comitato di Presidenza di Assofermet che ha fatto il punto sulla ‘settimana dell’acciaio’ che ha visto il Parlamento europeo approvare la risoluzione a sostegno dell’industria siderurgica mercoledì 12 dicembre a Strasburgo. 

Assofermet è una delle principali associazioni nazionali di categoria, riunisce oltre 600 imprese che coprono circa il 60% del del mercato metalsiderurgico, inteso come distribuzione di prodotti siderurgici, di  metalli grezzi e della raccolta del rottame. All’incontro che si è tenuto nella sede dell’associazione a Milano era presente l'eurodeputato del PPE-NCD Massimiliano Salini, membro della Commissione Industria del Parlamento europeo, tra i proponenti della risoluzione che ha ottenuto l’appoggio congiunto di PPE e PSE. 

«Il confronto con l’onorevole Salini è stato positivo e costruttivo - ha commenta il presidente nazionale di Assofermet Roberto Lunardi - dà fiducia alle imprese in quanto mostra l’attenzione per le imprese da parte delle istituzioni europee in un momento di crisi epocale nel mercato della metalsiderurgia». 

«C’è la necessità di una strategia europea - ha dichiarato Salini - dobbiamo riconoscere l’alto valore di questo settore sul piano occupazionale, promuovendone la forte propensione alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Il piano Juncker da 315 miliardi di euro è una grande opportunità».

Ha continuato l’eurodeputato: «L’Italia è sotto infrazione europea perché non liberalizza i servizi di pubblica utilità. Superare la gestione diretta dello Stato e degli enti locali nei settori dell’idrico, del gas, dell’energia e dei rifiuti significa attivare miliardi di investimenti. Solo nell’idrico 60 miliardi, in gran parte destinati alle imprese che lavorano e commerciano acciaio». Salini ha ribadito che gli enti locali devono imparare nuovi modelli di gestione: «Il fondo immobiliare è uno strumento che permette di arginare i vincoli del patto di stabilità sbloccando gli investimenti per l’edilizia scolastica e le infrastrutture, ma è ignorato a causa dei pregiudizi di una classe dirigente ostile verso il libero mercato». 

«La crisi - sottolinea il comitato nazionale di presidenza di Assofermet - ha colpito duramente il settore siderurgico, uno dei pilastri dell’economia italiana e mondiale. Per quanto riguarda le nostre aziende, in questi ultimi anni di difficoltà la distribuzione ha registrato flessioni tra il 30 e il 40%. Auspichiamo che l’Unione Europea trovi le risorse per grandi investimenti pubblici, come, ad esempio,  la ristrutturazione degli edifici scolastici, grazie ai quali rimettere in moto il settore». 

Assofermet ha sottolineato le difficoltà normative in ambito europeo legate alla commercializzazione e alla classificazione dei prodotti metalsiderurgici e ha richiamato l’attenzione sulla riduzione della spesa pubblica da parte del governo italiano, considerata una delle azioni concrete più urgenti per sostenere la ripartenza dell’economia.


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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