TRAGEDIA GRECA | 09 Luglio 2015

Tsipras e l'Antigone deformata

Intervenendo a Strasburgo il premier greco cita la tragedia di Sofocle: «Esiste un momento in cui il diritto degli uomini vale sopra la legge. Questo è uno di quei momenti». Ma Antigone dice ben altro, e il suo messaggio non può essere banalizzato

di ROSSANO SALINI

Il fastidio per l'abuso dell'espressione «tragedia greca» è comprensibilissimo. Le angosce del popolo greco e la complessità politica delle trattative in corso sono altra cosa; e la stessa tragedia greca non ha veramente nulla a che spartire con tutto questo. E dicendo, quasi in conclusione del suo intervento a Strasburgo, «molti hanno parlato di tragedia greca», il premier greco Tsipras ha forse voluto dare sfogo a questo fastidio. Come dire: evitiamo di liquidare tutto con una battuta.

Ma poi ha voluto strafare, e da greco si è sentito in diritto di citarla, questa benedetta tragedia greca, e di usarla per dare una lezione alla tanto odiata Europa. «Io rispetto le norme che disciplinano l’Eurozona – ha detto Tsipras – ma Sofocle ci ha insegnato che esiste un momento in cui il diritto degli uomini vale sopra la legge. Questo è uno di quei momenti».

Non so quanto sarebbe contento Sofocle d'essere tirato in ballo per giustificare un'azione politica per molti versi imbarazzante. Non molto, immagino. Ma quel che è peggio è che la densità delle parole di Antigone sugli àgrapta nòmima, le «leggi non scritte» che Creonte ha preteso di schiacciare viene incredibilmente banalizzata dalle parole del premier greco. E non solo per il contesto in cui vengono usate.

«E non avrei attribuito ai tuoi proclami – tuona Antigone contro Creonte – tanta forza che un mortale potesse violare le leggi non scritte, incrollabili, degli dei, che non da oggi né da ieri, ma da sempre sono in vita, né alcuno sa quando vennero alla luce».

Sofocle non ci ha affatto insegnato che «c'è un momento in cui il diritto degli uomini vale sopra la legge». Non è questione di un momento, e non è questione di diritto degli uomini. Ciò di cui parla Antigone è una legge superiore, una legge naturale diremmo noi oggi, cui la legge positiva deve adeguarsi. Anche Creonte, in fondo, sa bene che ai morti va data degna sepoltura, e che impedirlo è violazione di una legge non scritta.

La lezione di Antigone non è dunque riducibile alla contingente giustificazione di un'azione che va contro le leggi. È un richiamo grandioso e sublime alle leggi insite in una giustizia divina che ci precede e ci supera, e ci vuole profondità d'animo e coraggio per riconoscere e desiderare di perseguire fino in fondo, contro tutto e contro tutti, quelle leggi assolute. È un discorso religioso e civile al tempo stesso: non il fondamento di una teocrazia, bensì il riconoscimento di un limite della legge umana, che però sempre si giustifica nel suo tentativo di approssimarsi umilmente a quella giustizia superiore di cui è specchio.

Ridurre tutto questo a cose «di un momento», al ribellismo da quattro soldi di uno Tsipras qualunque è veramente cosa indegna dello spessore tragico di Sofocle. Se l'espressione «tragedia greca» può suonare a volte come un'amara ed evitabile presa in giro a fronte di una situazione complessa e difficile, le parole del premier greco rappresentano però qualcosa di ben peggiore: l'assenza di una reale consapevolezza di quali siano i fondamenti del nostro pensiero e della nostra cultura occidentale, ormai ridotti a banali citazioni da sbiaditi ricordi liceali.

Lasci allora in pace Antigone, caro Tsipras, e si trovi altre giustificazioni al suo operato. Giustificazioni politiche ed economiche, magari. Farebbe un gran piacere a se stesso, ai greci, all'Europa. E anche a Sofocle.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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