PENSIERO UNICO | 24 Aprile 2018

Un caso di inciviltà che interroga tutti

Nelle ore in cui nasceva il terzo “royal baby” veniva condannato a morte Alfie Evans. Ma il bimbo è rimasto in vita, nonostante siano state staccate le macchine. Un caso che deve interrogare tutti: laici, liberali e cattolici

di GIUSEPPE ZOLA

Mentre scrivo, l’Inghilterra intera sta esultando per la nascita del terzo royal baby, cioè del terzo principino, quinto in ordine di successione al trono di quel Paese. Peccato che, nelle stesse ore, quel Paese molto massone abbia condannato a morte un altro bambino innocente, il piccolo Alfie, colpevole solo di essere malato. Il “pensiero unico”, dopo tanti anni di gestazione “culturale”, è arrivato ora ad uccidere non solo le anime, ma anche i corpi. I corpi innocenti. E’ stata così superata la linea rossa che separa la civiltà umana e cristiana da quella ferocemente barbara. Giustamente l’Alder Hey Hospital è stato ribattezzato Hitler Hey Hospital.

Ma la natura, propiziata dalle preghiere dei semplici che si è levata a Dio da ogni parte del mondo, ha sorprendentemente cambiato le carte in tavola. I medici prevedevano che Alfie sarebbe morto dopo pochi minuti dal distacco delle macchine. Ciò non è avvenuto, anche a riprova che quei medici, a cui la magistratura inglese (ed europea) aveva dato credito, avevano torto. Dopo ben 9 ore Alfie vive ancora e gli stessi medici, per evitare di essere accusati di procurata eutanasia, sono stati costretti a riattivare l’assistenza con acqua e ossigeno. Questa la situazione, mentre sto scrivendo. Questo è il delitto commesso anche dalla magistratura inglese, solo sulla base di astratti principi suggeriti dal pensiero unico. Tra l’altro, in nove ore il bambino, nel frattempo diventato italiano, ben poteva essere trasportato al Bambin Gesù di Roma, che, anche grazie alle sollecitazioni di Papa Francesco, si è ripetutamente detto disponibile ad ospitare e curare Alfie. Ma medici e polizia inglese lo hanno impedito.

Anche nella concitazione di queste ore drammatiche, si possono fare alcune osservazioni, sotto forma di alcune domande.

Perché oramai prevale il pensiero dello Stato totalitario rispetto alla sovrana volontà di genitori che non vogliono abbandonare un figlio, ma lo vogliono continuare a curare? Perché lo Stato totalitario (anche se non comunista né fascista) vuole intromettersi in tutti gli aspetti più intimi della vita dei cittadini? Aveva ragione chi ha scritto il drammatico “1984”, che forse non a caso era proprio inglese?

Perché dei medici e giudici inglesi si possono opporre a che un bambino venga curato altrove, tra l’altro senza oneri per lo Stato inglese? Per quale misterioso interesse gli inglesi hanno impedito (fino a questo momento) il trasferimento di Alfie al Bambin Gesù? La massoneria vuole solo stravincere? Se fosse così, benvenuta la Brexit.

Penso con raccapriccio a quel giudice che ha potuto scrivere che la condanna a morte di Alfie veniva comminata per il bene e nell’interesse dello stesso bambino. Come si fa ad essere così ipocriti? Dove è finita la coscienza di quel giudice? E dove è finita la legge che ha permesso al giudice di condannare a morte un innocente? Erode ha fatto scuola!

Quanto sta accadendo deve interrogare tutti. I laicisti, che vedono giungere a conseguenze ignobili i propri pensieri; i liberali, che devono opporsi ad uno Stato sempre più invadente; i cattolici che, sull’esempio di Papa Francesco, non devono avere paura di proclamare pubblicamente e fieramente che la vita di ognuno di noi appartiene solo a Dio creatore.

In queste ore, continuiamo a pregare: che Dio salvi non solo la regina, ma anche e soprattutto Alfie, con i suoi coraggiosi ed esemplari genitori.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.