POLITICA | 29 Novembre 2016

Un cattolico liberale e immoderato per la nuova destra

François Fillon è un cattolico, con posizioni chiare su aborto e famiglia, che ha messo a punto un programma di governo a tutto tondo di impostazione chiaramente liberale. C'è ancora speranza per la destra. Anche in Italia

di ROSSANO SALINI

La vittoria netta di François Fillon alle primarie della destra francese è forse la risposta migliore e più convincente al problema della presenza dei cattolici in politica, sollevata con argomentazioni più che condivisibili da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera di domenica 27 novembre. Secondo l'editorialista, infatti, il problema della crisi politica che attraversa l'Europa, e che ha favorito l'ascesa dei populisti, è duplice: da una parte la decadenza dei partiti socialdemocratici legata al venir meno della tradizionale classe operaia; dall'altra la crisi dei partiti di impostazione cristiano-cattolica, per una serie di motivazioni più complesse, legate sia alla decisione dei cattolici di disinteressarsi della politica con una sorta di scelta religiosa, molto gradita al mondo laico, sia alla concentrazione esclusiva intorno ai cosiddetti temi etici, rinunciando alla costruzione di una proposta complessiva.

Da questo punto di vista, la figura di Fillon scardina e in un certo senso potrebbe dare una nuova direzione alla crisi segnalata da Galli della Loggia. Come sottolineato da tutte le testate, Fillon è un cattolico convinto, con tanto di famiglia numerosa e con posizioni precise su temi come aborto e matrimoni omosessuali. Ma non ha affatto relegato la propria proposta politica a quel solo ambito, bensì si è presentato al proprio elettorato con un'idea di stato a tutto tondo, con proposte convincenti in direzione autenticamente liberale, tese soprattutto a snellire il pachidermico e oramai ingestibile stato sociale di stampo novecentesco. Così facendo ha sbaragliato i suoi competitori di destra, annichilendo un personaggio da dimenticare come Sarkozy, e battendo nettamente al ballottaggio Alain Juppé, sebbene quest'ultimo si sia giovato di un «soccorso rosso», con una sinistra mobilitata per favorire la sua vittoria tanto da portare un incremento di voti tra il primo e il secondo turno del 4,5%.

Fillon incarna tutto ciò che l'elettorato di centrodestra si aspetta da un rappresentante politico. Non è un uomo da sparate populiste, ma ha il volto affidabile e tranquillo della persona competente ed equlibrata. Allo stesso tempo però si è dimostrato capace di mettere sul tavolo proposte forti, per certi versi decisamente immoderate, come d'altronde è sostanzialmente immoderato quell'elettorato che solo per mere esigenze di categorizzazione giornalistica viene definito «moderato». E il fatto di essere senza reticenze un liberale in materia economica e per quanto riguarda la concezione dello Stato chiarisce in maniera definitiva il fatto che al momento non vi è alternativa a quella presentata da Fillon per quelle formazioni politiche di centrodestra la cui crisi è stata ben chiarita da Galli della Loggia.

Sebbene sia ormai chiaro da tempo il fatto che la conciliazione tra il liberalismo classico e la concezione politica cristiano-cattolica basata sull'attuazione del principio di sussidiarietà è solidamente difendibile e spendibile, tale constatazione è stata sino ad oggi limitata al solo piano teorico. Al momento di dover scendere a proposte politiche concrete, i cattolici impegnati in politica in schieramenti di centrodestra sembrano alla fine ancor oggi temere il fatto di essere definiti liberali, come se questa fosse una categoria alla quale si guarda sempre con sospetto e mai con piena convinzione.

Fillon è invece un cattolico autentico, non di facciata, che abbraccia con coraggio posizioni liberali, non liberiste, facendole proprie e trasformandole in un programma di governo che ha altissime probabilità di risultare vincente alle elezioni presidenziali della primavera del 2017.

Questa è l'unica proposta convincente che i cattolici oggi sono in grado di portare nell'agone politico. Una posizione cattolica e liberale, con fondamenta culturali e motivazioni ancor più solide di quelle del liberalismo classico nel formulare un programma a tutto tondo che limiti lo strapotere di uno Stato centrale che ha perso ogni legittimità. Una direzione importante anche per l'Italia, e una prospettiva ben più interessante di quella legata alla presenza o meno di un erede di Silvio Berlusconi.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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