FORMAZIONE CONTINUA | 09 Giugno 2017

«Un ruolo centrale per i fondi inteprofessionali»

Il direttore del Fondo Formazienda Rossella Spada commenta il contributo di Michele Tiraboschi sul Sole 24 Ore: «Pensare in modo lungimirante e strategico al ruolo dei fondi interprofessionali»

di REDAZIONE

Continua a far discutere, e in maniera positiva, l'intervento pubblicato sul Sole 24 Ore dello scorso 26 maggio dai professori Marco Leonardi e Tommaso Nannicini dal titolo «Crisi aziendali, uno sguardo al futuro». Un contributo strategico e lingimirante, che permette di guardare al futuro delle politiche attive del lavoro secondo una prospettiva nuova, e non più legata a schemi anacronistici.

«Uno dei meriti di questo intervento», sottolinea la direttrice del Fondo Formazienda Rossella Spada, «è quello di avere generato un dibattito che sta assumendo toni e contenuti veramente molto interessanti. Tra gli interventi successivi c'è sicuramente da sottolineare il contributo illuminante di Michele Tirbaoschi».

Il punto di vista di Rossella Spada, a capo di un fondo interprofessionale come Formazienda che è tra i più performanti a livello nazionale, è sicuramente privilegiato. Tiraboschi nel suo intervento (pubblicato l'8 giugno e dal titolo «Fondi per la formazione, il tassello mancante») sottolinea infatti che «per chi segue il tema della grande trasformazione del lavoro ci pare piuttosto centrale il ruolo da assegnare ai fondi interprofessionali per la formazione continua che sono il vero tassello mancante per un effettivo raccordo tra le politiche industriali e di sviluppo e un moderno sistema di relazioni industriali inteso come insieme delle regole dell’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro a partire dalla classificazione dei mestieri e dalla identificazione del loro valore di mercato». E aggiunge: «Assegnare ai fondi interprofessionali competenze non solo nella formazione degli adulti ma anche nella integrazione scuola-università-lavoro e nella ricollocazione dei lavoratori in esubero impone infatti non solo una piccola modifica normativa ma anche un coraggioso cambio di paradigma che ci pare coerente con la nuova geografia del lavoro che ha cancellato i rigidi confini che separavano primario, secondario e terziario: passare cioè da logiche verticali e di settore a percorsi di prossimità e di vicinanza ai territori e alle persone facendo delle competenze (e non della semplice tecnologia) il vero fattore abilitante di Industria 4.0».

«Una visione strategica e innovativa del ruolo dei fondi interprofessionali è certamente la strada da percorrere», commenta Rossella Spada. «I fondi sono uno strumento, e come tali vanno valorizzati per lo scopo che hanno. Il governo non deve trattare i fondi come un problema burocratico da gestire, bensì come un'opportunità da valorizzare. Tutto questo oggi non succede ancora in maniera adeguata». Questo anche perché sarebbe opportuno, come lo stesso Tiraboschi sottolinea, che il governo facesse «non uno ma molti passi indietro rispetto alla ingerenza pubblicistica nella gestione e nel controllo burocratico dei processi formativi che non di rado replica inutilmente quegli schemi scolastici e d’aula che la moderna pedagogia suggerisce di abbandonare o quantomeno di ripensare radicalmente». Da qui «una serie di stimoli», conlclude Rossella Spada, «per ripensare in modo autenticamente strategico il mondo della formazione continua e dei fondi interprofessionali».


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