PENSIERO UNICO | 15 Dicembre 2016

Una cultura che impone e censura

Il pensiero unico di oggi agisce in modo dittatoriale: o attraverso l'imposizione di una cultura, come il gender ad opera del ministro Fedeli; o la censura del fatto religioso, come nella nuova «cattedrale» Feltrinelli

di GIUSEPPE ZOLA

Vorrei commentare due episodi, che riguardano molto da vicino le tematiche relative a quello che abbiamo individuato come “pensiero unico”.

Il primo episodio riguarda la nomina a ministro dell’istruzione di Valeria Fedeli, campionessa assoluta di un laicismo anticattolico e antiliberale, la cui nomina da parte del duo Mattarella-Gentiloni costituisce un vero e proprio affronto nei confronti di quel grande popolo che ha riempito le piazze di Roma con ben tre “family day”. La Fedeli è la prima firmataria del primo progetto di legge con il quale si tenta di far entrare nelle scuole italiane l’insegnamento della cultura “gender” come materia curriculare, il che dovrebbe impensierire anche le scuole cattoliche, che, invece, sembrano essere rassegnate a “collaborare” con quel ministero. La Fedeli, cioè, vorrebbe imporre a tutti gli allievi delle scuole italiane di qualsiasi ordine e grado, in modo illiberale e dittatoriale, una cultura assolutamente di parte, che riguarda una assoluta minoranza della popolazione italiana e mondiale. Le minoranze vanno rispettate, ma esse non possono pretendere di diventare maggioranza culturale e politica. Ma questo è proprio ciò che vorrebbero ottenere i fautori del pensiero unico, contro ogni buon senso e contro i dati reali della natura. Il progetto della Fedeli si trova ora presso la commissione cultura della Camera, insieme ad altri sette progetti sullo stesso tema. Non credo che questo vergognoso governo faccia in tempo a portare in discussione quei progetti. Ma il pericolo sta nel fatto che la nuova ministra, che si è mostrata persino un po’ bugiardina con il proprio curriculum, potrebbe agire attraverso l’emanazione di circolari ministeriali che potrebbero far entrare di fatto nelle scuole la cultura di cui sopra (il che, peraltro, sta già in parte avvenendo attraverso le vie più furbesche). Se ciò dovesse accadere, si tratterebbe di un pesantissimo attacco alla libertà di educazione della famiglia, finora garantita dalla nostra costituzione. E si tratterebbe anche di un vergognoso passo in avanti del pensiero unico.

Il secondo episodio riguarda l’inaugurazione, avvenuta in questi giorni a Milano, della nuova sede della fondazione Feltrinelli, che vuole costituire una sorta di “cattedrale” della cultura, ad imitazione di quanto già avvenuto in alcune grandi città europee. Un potenziamento della cultura non può che fare piacere. Quello che mi ha colpito, in questi giorni, è che i portavoce della fondazione Feltrinelli, nelle loro esternazioni ampiamente concesse dalle radio e dalle televisioni, hanno proclamato un lungo elenco delle tematiche che verranno affrontate nella nuova struttura: politica, cultura, nuovi pensieri presenti in occidente, problematiche ecologiche e così via elencando. Ho notato che c’è una grande assente in questo elenco ed è la tematica religiosa, anche se questa riguarda almeno l’ottanta per cento della popolazione mondiale. Ciò conferma che la cultura moderna ha definitivamente espulso dal dibattito culturale una dimensione ineliminabile dell’esperienza umana. Tutto ciò che riguarda la religione non ha più nulla a che fare con le problematiche che l’uomo moderno (o postmoderno) si appresta ad affrontare. Si tratta di una grande castrazione, che avviene a 50 anni dalla prima pubblicazione di un grande libro del servo di Dio don Luigi Giussani: “Il senso religioso”. In questo senso, appare lodevole l’iniziativa assunta dalla nuova associazione culturale “Esserci” di ripresentare quel libro il prossimo 20 dicembre al Rosetum di Milano. La dimensione religiosa non può essere estirpata dal cuore dell’uomo ed anche la fondazione Feltrinelli, prima o poi, se ne accorgerà.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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