SINISTRA IN PIAZZA | 11 Febbraio 2018

Una giornata di antifascismo e di violenza

Manifestazioni in 150 piazze con migliaia di agenti mobilitati, cori che inneggiano alle foibe, un carabiniere selvaggiamente picchiato e un Paese blindato. Il ritratto di una giornata nata nel nome dell’antifascismo e dell’antirazzismo

di ROBERTO BETTINELLI

Manifestazioni in 150 piazze con migliaia di agenti e carabinieri mobilitati, cori contro le vittime delle foibe, cariche dei dimostranti e un uomo delle forze dell’ordine selvaggiamente picchiato, centri storici blindati. Potrebbe sembrare il resoconto di un Paese sull’orlo del baratro invece è il ritratto di una giornata concepita nel nome dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

Una giornata in cui le tante anime della sinistra, da quella di governo e renziana a quella dei centri sociali abituata agli scontri di piazza, si sono riunite per dare un segnale a tutto il Paese. Un messaggio di pace in risposta alla violenza folle messa in atto dall’estremista Luca Traini che ha sparato contro gli immigrati nelle vie di Macerata per vendicare Pamela. La 18enne è stata fatta a pezzi e il suo corpo è stato ritrovato dentro due valigie. La magistratura ha chiuso le indagini e ha fermato tre nigeriani con l’accusa di omicidio.

Ma quello che doveva essere il volto pacifico e democratico dell’Italia ha mostrato, a causa di alcuni episodi, la violenza e l’intolleranza imputate ai rigurgiti fascisti che, sostengono i rappresentanti della sinistra da Renzi alla Boldrini, stanno minando la vita pubblica italiana.

Nel Giorno del Ricordo, a Macerata, dal corteo dei dimostranti si sono levati cori indegni. I cronisti li hanno riportato con esattezza. “Come son belle le foibe da Triste in giù” cantavano. Oppure: «Le sedi fasciste si chiudono col fuoco, con i fascisti dentro, se no è troppo poco». Uno slogan che risale agli anni ’70 e che faceva riferimento al rogo di Primavalle quando tre estremisti diedero alle fiamme un appartamento in cui persero la vita Viriglio e Stefano Mattei, di 8 anni e 22 anni, figli di un esponente missino.

Ma non c'è solo questo. A Piacenza un carabiniere impegnato nel servizio d’ordine è stato trascinato a terra e picchiato brutalmente con calci e bastoni. Le immagini dell’aggressione evidenziano una ferocia inaudita e rilevano, purtroppo, la pochezza numerica delle forze dell’ordine rispetto al compito che era stato assegnato. Altrove non ci sono stati fatti così gravi anche se le contestazioni contro le istituzioni, i partiti del centrodestra e lo stesso Pd si sono ripetute un po’ ovunque a testimonianza dell’esistenza di una sinistra che, sull’onda dei cambiamenti dettati dalla globalizzazione, si alimenta di un legame pericoloso con il mito rivoluzionario della Resistenza e con l’attivismo violento degli anni ’60 e ’70.

Il partito di Renzi non ha partecipato alla manifestazione di Macerata pur avendo ipotizzato all’inizio la presenza del vice segretario Martina. Ma sono diversi gli esponenti del Pd che, successivamente, hanno criticato la scelta di non essere in piazza al fianco delle altre associazioni. Alcuni, per fortuna, hanno espresso un giudizio di condanna contro chi inneggiava alle foibe.

Sono molti, invece, coloro che hanno partecipato convintamente e che a vario titolo fanno parte del mondo della sinistra. Un mondo che voleva dare una lezione di legalità e di moralità al Paese e che invece ha fallito evidenziando una contraddizione che non può essere sfuggita agli italiani e che non mancherà di produrre conseguenze nelle prossime elezioni. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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