PENSIERO UNICO | 04 Gennaio 2017

Una luce dalla Spagna: la «rivolta dei presepi»

Mentre si moltiplicano le ombre del pensiero unico nel mondo della tv e dello spettacolo (l'ultimo esempio l'ha dato Orietta Berti), dalla Spagna arriva una luce: la rivolta dei presepi, contro i diktat anticristiani del sindaco di Madrid Manuela Carmena

di GIUSEPPE ZOLA

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Ombre e qualche luce in tema di “pensiero unico”. Mi riferisco a due episodi di cronaca.

Il primo riguarda la cantante Orietta Berti, nota per le sue canzoni “popolari”. Finora era nota per la sua caratterizzazione di persona “comune”, fino a diventare caricatura di se stessa in quel senso, con la simpatia di una larga parte degli italiani. Il giorno di capodanno, verso le ore 14.30 è apparsa nella rete 1 della Rai, partecipando alla trasmissione condotta da Giletti, il quale, con un tono maliziosamente ammiccante ha annunciato che l’Orietta nazionale, al di là delle apparenze, è anche un tipo anticonformista, il che non è noto al grande pubblico. Ed infatti, Giletti, a riprova di questo, ha mandato in onda un breve filmato nel quale appare la cantante mentre fa da testimone ad un matrimonio tra persone dello stesso sesso, celebrato a Los Angeles. Si trattava di un italiano, amico della Berti, e di un americano. Fin qui, nulla di strano, perché l’amicizia è l’amicizia. Ma Orietta Berti ha voluto andare oltre, prostrandosi davanti all’attuale pensiero unico, dicendo che tra le persone dello stesso sesso ha visto un amore che non ha mai visto nelle coppie formate da uomo e donna. Evidentemente, frequenta poche coppie eterosessuali. A questo punto Giletti sottolinea come la Berti sia diventata una “icona gay”, per poi aggiungere che sta uscendo un suo nuovo disco, a conferma che, oramai, tanti pensano che, per favorire la propria attività commerciale, occorra genuflettersi di fronte al mondo LGBT. Questa è l’ombra.

Una piccola luce, invece, si è accesa a Madrid. Nella capitale spagnola era tradizione che, durante il periodo natalizio, venisse allestito un grande presepe sotto la Puerta de Alcala, un grande arco sito nel centro della città. Da quando a Madrid le elezioni amministrative sono stante vinte dai Podemos (di sinistra), la nuova sindaca, Manuela Carmena ha vietato l’installazione del presepe, autorizzando solo l’allestimento di anonime luci. Questo comportamento della sindaca ha suscitato la disapprovazione di moltissimi madrileni, i quali non si sono limitati a protestare, ma sono passati all’azione riempiendo la Puerta di tantissimi piccoli presepi e lasciando sul posto moltissimi messaggi. Uno di questi così si esprime: «Molte persone che vivono a Madrid si sentono orgogliose di essere cattoliche e cristiane e come tali vogliono celebrare il Natale e la venuta di Gesù, che per noi è il centro di questa festività». Moltissimi madrileni hanno incitato i loro concittadini, via twitter, a portare “il tuo presepe alla Puerta di Alcala”. Tantissimi hanno seguito questo invito ed in questi giorni la “Puerta” è strapiena di presepi. Ho parlato di “piccola luce”, che consiste nel fatto che i madrileni hanno dimostrato che al pensiero unico si può resistere. Anzi, contro di esso si può reagire. La sindaca di Madrid, così, quando esce dal municipio vede non un solo presepe, ma ne vede centinaia, a riprova che nessuno può impunemente abrogare con atti amministrativi la tradizione di un intero popolo.

C’è da sperare che nell’intera Europa i cittadini imitino, senza paura, quanto hanno fatto i madrileni.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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