ANTONIO TAJANI | 06 Luglio 2018

«Una nuova fase per l'Europa e per Forza Italia»

Antonio Tajani in provincia di Cremona: «UE non è nemica dell'Italia, ma va cambiata». La nomina a vice presidente nazionale di Forza Italia: «Partito da rilanciare, congressi in tutti i territori». Salini: «Nuova fase che stavamo aspettando»

di REDAZIONE

CREMONA – Niente incontro in Sala Maffei a causa della cancellazione del volo Francoforte-Linate, ma per il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, invitato a Cremona dall’eurodeputato di Forza Italia-Ppe Massimiliano Salini, la visita di giovedì 5 luglio è stato un autentico successo.

Oltre ai rappresentanti delle istituzioni, nella sola tappa presso il Museo del Violino, c’erano i vertici delle categorie economiche, imprenditori e tanti esponenti di Forza Italia. Questi ultimi, soprattutto, sono stati ripagati dalla visita di Tajani che in giornata è stato nominato da Silvio Berlusconi vice presidente nazionale del partito. Una scelta che indica come per il fondatore del partito azzurro sia proprio il presidente del parlamento di Strasburgo il ‘successore’ chiamato a risollevare le sorti di Forza Italia.

«Un compito che mi onora – ha detto Tajani – e credo che Forza Italia abbia il diritto e il dovere di lanciare un segnale a tutto il Paese avviando un percorso di rinnovamento e di democrazia interna, promuovendo il merito e aprendosi alla società civile. Ci saranno a breve congressi in tutti i territori proprio con l’intento di aprire le porte per reclutare persone capaci, giovani e motivate che hanno intenzione di mettersi al servizio del bene comune».

«E’ la nuova fase che stavamo aspettando – ha commentato Salini – e la presenza di Tajani a Cremona e a Crema è il segnale di un rinnovato coraggio da parte di un partito che vuole esercitare un ruolo importante all’interno della vita pubblica italiana, difendendo gli interessi della nostra nazione e promuovendo la grandezza delle nostre imprese che sono chiamate a sostenere sfide durissime. La centralità di Forza Italia è la centralità di un centrodestra che non vuole lasciare la Lega in balia dei 5 Stelle, subendo iniziative neo-assistenzialiste come il decreto dignità, ma è pronto a ricompattarsi sulla base di valori comuni e priorità come la tutela della nostra industria. Non c’è altro modo per dare ai giovani italiani un posto di lavoro ed un futuro davvero degno. L’Europa, su questo fronte, deve darci una mano e non creare ostacoli. Un traguardo possibile ma a patto che chi faccia politica in Europa lavori sodo e duramente, sapendo di incarnare una missione dalla quale dipende la sopravvivenza della propria nazione».

«L’Unione Europea – ha detto Tajani – non è il nemico dell’Italia, ma deve essere profondamente cambiata. Nel metodo e nella mentalità. Non possiamo essere lasciati soli sulla partita dell’immigrazione ma non possiamo illuderci che la risposta sia la chiusura delle frontiere. Servono piattaforme di accoglienza in Africa e serve un piano di sviluppo per i paesi africani coinvolti nell’emergenza. Bruxelles ha varato un programma di aiuti per la Turchia che ha bloccato la rotta balcanica. Ora deve fare altrettanto per la Libia ed il Nord Africa».

Una proposta, questa, che Tajani si propone di far diventare il perno della strategia di Bruxelles. A breve sarà in Libia ed in Niger proprio per questo motivo. Dopo l’incontro al Museo del Violino il presidente del parlamento UE, insieme a Salini, ha raggiunto Crema dove presso il Palazzo Terni de Gregori ha cenato con una quarantina di imprenditori del territorio.




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