ASSOCIAZIONE CIVITAS | 06 Giugno 2015

«La nostra missione è servire chi rischia e crea lavoro»

Milano, l’Associazione Civitas riunisce 200 aziende. L’eurodeputato Salini (Ap-Ppe): «L’Italia riparte solo con una politica al servizio di chi rischia e crea posti di lavoro». Gli imprenditori: «Noi ci siamo, ricostruiamo insieme il Paese»

di REDAZIONE

«La politica può essere rigenerata unicamente riscoprendo la missione che la pone al servizio della società civile». Massimiliano Salini, eurodeputato di Area Popolare, ha presentato l’Associazione Civitas ai quasi 200 imprenditori (PHOTOGALLERY in fondo alla pagina) riuniti a Milano nella scuola professionale Galdus in via Pompeo Leoni. L’incontro si è tenuto la sera di venerdì 5 giugno ed è stato promosso dal Partito Popolare Europeo. 

Sono stati gli alunni a organizzare la cena per gli ospiti che sono arrivati da tutta la Lombardia. «Un luogo simbolico che mette in evidenza i due pilasti sui quali si fonda una società sana: l’educazione al lavoro e la libertà d’impresa. Qui si impara a lavorare ma si impara a desiderare anche la forma più di libertà più completa legata all'esercizio di un mestiere: la libertà d’impresa» ha detto Salini.

L’eurodeputato, che a Bruxelles milita nel Ppe, è membro delle Commissioni Industria e Trasporti. Dal 22 al 24 maggio è stato invitato a Venezia dall’Aspen Institute nel seminario di due giorni dedicato al tema della crescita e dove è stata ribadita l’importanza strategica del sistema formativo. «Non solo l’università ma l’intero complesso educativo che include i percorsi vicini al mondo del lavoro e la riqualificazione permanente delle competenze» ha spiegato Salini. 

Tornato in Italia da poche ore dopo essere stato a Budapest per il bureau meeting del Ppe, Salini ha ribadito «l’urgenza della battaglia contro i paradisi fiscali che penalizzano le Pmi italiane, ma il primo soggetto che per primo deve cambiare rotta è il governo nazionale al quale non si può più perdonare una tassazione folle a carico di imprese, famiglie e lavoratori». 

L’eurodeputato ha fatto il punto sulla sua attività presso il Parlamento di Strasburgo, le tensioni fra i Paesi membri e il braccio di ferro con la Germania sui parametri di bilancio. «L’Unione Europea deve riscrivere le regole di partecipazione economica e finanziaria. Così non va, le condizioni sono tropo punitive per l’Italia. Quando la Germania aveva bisogno d’aiuto e non onorava gli impegni presi, nessuno di noi ha puntato il dito e ha detto no. Oggi pretendiamo che gli altri mostrino uguali solidarietà». 

In sala erano presenti i titolari e i rappresentanti di gruppi di eccellenza come Cremonini, Saviola, Ticket Gemeaz, Abb oltre a numerose aziende di tutti i settori produttivi: siderurgia, edilizia, finanza, servizi, food e ristorazione. «Ricordo gli anni in cui la Germania era in crisi - ha detto Giuseppe Conti, imprenditore metalmeccanico di Barzago (Lc) - e ancora oggi rimango stupito davanti alla capacità tedesca di lavorare insieme per il bene comune. Bayer, Merceds, Bosch chiesero al governo una tassazione inferiore per salvare i posti di lavoro. La ottennero. E’ questa collaborazione sociale che rende grande una nazione e che finora è mancata in Italia». 

In merito alla ‘situazione Paese’, per Salini il vero nodo da scogliere è l’atteggiamento della politica verso ciò che sta oltre i suoi confini. «La mia storia affonda le radici nel centrodestra che non è stato all’altezza della sfida di modernizzazione richiesta al Paese. L’industria italiana è la migliore al mondo ma è penalizzata da una politica che non ha saputo acquisirne le pratiche e le strategie. L’Associazione Civitas vuole colmare questo vuoto ripristinando il solo rapporto corretto che può instaurarsi fra chi rivela con la sua presenza il primato imprenditoriale del nostro Paese e la politica che ha il compito di portare la ricchezza e la forza di questa testimonianza fino alla guida della nazione». 

Un'attività che si muove su diversi fronti: il ‘Circolo degli imprenditori’ che «non è un’associazione di categoria finalizzata all’erogazione di servizi ma un luogo di elaborazione dove sono gli artefici del miracolo produttivo italiano a dettare la linea ispirando soluzioni normative che agevolano e non ostacolano l'iniziativa delle aziende»; occasioni concrete finalizzate al business come «l’incontro con i colossi industriali che si sono detti disponibili per apririsi a nuove collaborazioni»; la rete che si è formata fra «le imprese che hanno deciso di essere della partita condividendo relazioni e vie di sviluppo»; infine la comunicazione che ha portato alla fondazione di un quotidiano online, l’Informatore - Quotidiano Liberale, che ha lo scopo di «animare la battaglia politica e culturale riproponendo con forza l’ideale di un Italia che scommette sulla famiglia, sulla libertà di educazione e sulla libertà d’impresa». 

Salini ha lanciato un appello agli imprenditori, sottolineando come nel loro lavoro di tutti i giorni si afferma la responsabilità di chi si prende a cuore il destino del Paese. «Siamo in una fase di democrazia incompiuta. Un polo c’è, l’altro no. E non essendoci vera competizione, ai cittadini è negata la libertà di scelta. Il richiamo degli avvoltoi del nulla e del populismo è inevitabile».

«Ma chi è in ritardo siamo noi» ha detto Salini. «Va costruito al più presto il secondo polo, ispirato alla culturale liberale e cattolica, avversario di una sinistra che tutela i privilegi dello Stato e ammazza i diritti dei privati. Lavoriamo insieme. Alla pari e da protagonisti. Consapevoli che il futuro dell’Italia è nelle nostre mani». 


REDAZIONE

L'Informatore - Quotidiano liberale

Organo di informazione dell'Associazione culturale "Civitas"

redazione@informatore.eu

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.