PENSIERO UNICO | 27 Aprile 2016

Unioni civili, Renzi va avanti a colpi di fiducia

Il ddl Cirinnà deve essere approvato anche dalla Camera dei Deputati il più in fretta possibile, possibilmente senza discussione e probabilmente con un altro voto di fiducia. Così Renzi continua a calpestare la nostra storia e la nostra Costituzione

di GIUSEPPE ZOLA

Renzi ed il Pd insistono. Il ddl Cirinnà deve essere approvato anche dalla Camera dei Deputati il più in fretta possibile, possibilmente senza discussione e probabilmente con un altro voto di fiducia. Nel frattempo, sul tema è calato uno strano silenzio, il che favorisce i colpi di mano e le votazioni nella grande indifferenza dei più. Evidentemente, i grandi maestri del “pensiero unico”, sparsi in tutto il mondo (che Renzi sta visitando con grande alacrità) e capitanati da quel disastro mondiale che porta il nome di Obama, chiedono insistentemente all’Italia di allinearsi in fretta.

La maggior parte dei leader (si fa per dire) liberal assume come riferimento “politico” Papa Francesco; ma poi, di fatto, attacca la Chiesa Cattolica su uno dei punti fondamentali, la famiglia, attuando una ideologia che lo stesso Papa ha più volte definito come propria dei colonizzatori. E la “colonia” Italia si sta adeguando, senza neppure discutere e ponendo nel nulla una gloriosa storia millenaria.

In questi giorni, intorno al 25 aprile, si sta magnificando la nostra Costituzione nata dalla Resistenza, soprattutto nella prima parte, quella che fissa i principi fondamentali a cui dovrebbe ispirarsi la vita del nostro Bel Paese. Ebbene, la nostra carta fondamentale afferma solennemente che «la Repubblica riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», il che fissa una immagine di famiglia incompatibile con ogni altra ipotesi. La Cirinnà definisce come «unione civile» un istituto (come lo ha definito la stessa Cirinnà il giorno dopo l’approvazione da parte del Senato) che, in realtà, è una famiglia tra persone dello stesso sesso, visto che tutto l’impianto del ddl fa riferimento alle norme che regolano il matrimonio e la famiglia, fino ad arrivare e scrivere che ogni volta che in una legge si trova la parola «coniuge», ci si deve riferire anche ad un membro delle unioni civili. In altre parole, se vogliamo essere onesti intellettualmente e politicamente, si deve ammettere che Renzi e Pd (e, purtroppo, anche Ncd e la compagnia di giro capitanata da Verdini) hanno introdotto in Italia un nuovo tipo di famiglia, che non si può non definire anticostituzionale. Il Presidente Mattarella e la Corte Costituzionale se lo dovranno pur ricordare, visto che si continua a predicare che, innanzi tutto, occorre essere fedeli e rispettare la “più bella Costituzione del mondo”.

Renzi sta vivendo una grande contraddizione (a dir la verità, non solo una). Da una parte, viola palesemente la Costituzione e dall’altra chiede all’intero popolo italiano di dargli il consenso circa le riforme costituzionali in atto. Personalmente, penso che sarà molto difficile accontentarlo su entrambi i fronti: non può violare uno degli articoli fondamentali e caratteristici della nostra Costituzione e poi chiedere la fiducia su una riforma che, di fatto, gli darebbe molti più poteri per affermare anche in altri settori il “pensiero unico” così caro ad Obama e alla Clinton che egli sta sostenendo apertamente. Il boy scout premier sta, di fatto, rinnegando totalmente la sua cultura cattolica (o la sta riconfermando?) e non può pretendere che si dica, senza discussione, sì a tutto ciò che egli desidera o propone. Dire no al prossimo referendum sarebbe, forse, un modo per dire no almeno ad alcuni aspetti del pensiero unico. Pensiamoci, sia come cattolici che come liberali.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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