PENSIERO UNICO | 05 Aprile 2018

Vietato parlare di Dio

Ormai è certificato: il pensiero unico vieta di parlare di Dio o di qualsiasi legame con la problematica religiosa. Esempio recente, le commemorazioni del gendarme francese morto da eroe cristiano, come quasi nessuno ha ricordato

di GIUSEPPE ZOLA

Ormai è certificato: il pensiero unico vieta di parlare di Dio o di qualsiasi fattore che possa essere messo in rapporto con una problematica religiosa. Questa affermazione è, in realtà, una constatazione, che abbiamo potuto leggere anche sul Foglio, su Tempi e sulla Bussola Quotidiana a proposito del discorso pronunciato da Macron in memoria del gendarme francese ucciso da un terrorista islamico. Infatti, nel suo lungo intervento, il massone Macron è riuscito a non dire che Arnaud Beltrame, che ha sostituito volontariamente una donna destinata ad essere uccisa (esattamente come fece S. Kolbe nel campo di sterminio), era un cristiano convertito. Il Presidente francese, così osannato dalla sinistra italiana e che, peraltro, governa il suo Paese con il consenso del solo 25% dei suoi concittadini, ha parlato di tutto, di valori, di doveri, di soldati, di repubblica, di coraggio, ma ha accuratamente evitato di dire che il gendarme ha testimoniato tutte quelle qualità sulla base della sua esperienza cristiana, come se questa esperienza non c’entrasse nulla con i valori della “Repubblica”. Questo, del resto, costituisce, purtroppo, il pensiero oggi dominante, che è un pensiero squallidamente “laicista”,  favorito anche da molti “cristiani”.

Qualche giorno fa, stavo ascoltando “Radio Anch’io”, mentre parlava dell’eroico Beltrame ed ho notato che anche in quella trasmissione si discorreva di tutto tranne che della fede di quel militare. Allora, ho inviato un sms alla trasmissione con cui precisavo che era stata l’esperienza cristiana ad insegnare al gendarme il valore della gratuità e del conseguente coraggio. Devo dire che il conduttore della trasmissione ha immediatamente letto il mio messaggio, il che ha provocato altri interventi di ascoltatori nella stessa direzione. Ma al termine della trasmissione è intervenuto Ezio Bianchi (il prezzemolo “cristiano” che non può mancare in ogni trasmissione o articolo su temi “sensibili”), il quale, rispondendo anche ad un altro intervento, ha detto che l’esperienza cristiana non porta a chi la vive una marcia in più e che qualsiasi religione può produrre gesti coraggiosi ed eroici, svilendo così, ancora una volta, l’unicità della proposta cristiana.

Anche per merito di molti cristiani, dunque, le porte sono aperte a qualsiasi Macron per censurare l’apporto del cristianesimo alla vita di tutti e per proclamare, una volta operata tale censura, che «Arnaud Beltrame è l’incarnazione di questo spirito di resistenza, che è l’affermazione suprema di ciò che siamo, degli ideali per i quali la Francia ha sempre combattuto, da Giovanna d’Arco al generale De Gaulle». Secondo il massone Macron, dunque, il cristianesimo non ha più nulla a che fare con gli ideali della Francia. Ma allora, su che cosa crede di poter costruire l’Europa?


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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