DOBBIAMO REAGIRE | 18 Agosto 2017

Vogliono devastare l'Europa

Incitano a riconquistare l’Europa con il sangue. In Spagna 40 cellule terroristiche smantellate in quattro anni. Gli attacchi a Barcellona e Cambrils, e la folle propaganda jihadista che punta ai territori europei secoli fa sotto la dominazione islamica

di LUCA PIACENTINI

Un’escalation. Prima l’assalto sulla rambla di Barcellona, con il furgone che piomba sulla folla e fa strage di turisti, causando un centinaio di feriti. Poche ore dopo, a Cambrils, lo stesso copione. Là due sospettati in manette, qui cinque terroristi uccisi. L’Isis che, puntuale, fa diffondere la propria rivendicazione. 

La scia di sangue si allunga e, come evidenziano le prime analisi sui pochi elementi filtrati finora dalla polizia catalana, ha la stessa origine ed, evidentemente, la medesima fine: jihadisti dal Nord Africa - area che il direttore de La Stampa Maurizio Molinari precisa come Sahel, tra Maghreb e Africa Occidentale - incitati dalla folle propaganda della riconquista sui territori europei della dominazione mussulmana tra 8° e 15° secolo - chiamati Al Andalus - tra Spagna, Francia e Portogallo.

Se si aggiunge il timore che il Maghreb, ad una manciata di chilometri dal Vecchio continente, possa diventare la nuova roccaforte dello Stato islamico e delle migliaia (si stima due-tremila) di foreign fighters che hanno lasciato i territori di Siria e Medio Oriente, l’immagine che esce dell’Europa è quella di una polveriera, un’area a rischio crescente di attentati. 

Se per vicinanza geografica la Spagna è più esposta alle incursioni dal cosiddetto Sahel, sarebbe da irresponsabili immaginare di sentirsi al sicuro. Anche se l’Italia, finora, senza arrivare alle dimensioni dell’orrore di Parigi (novembre 2015), non ha subito mattanze paragonabili a Nizza (luglio 2016) o alla strage del London Bridge (giugno). 

L’Europa è comunque sotto attacco. Siamo tutti sotto attacco. E’ la tradizione cristiana occidentale, con i suoi valori di libertà e democrazia, a rimanere sotto attacco. Di più: la valenza fortemente simbolica dei luoghi presi di mira finora dai terroristi fa il paio con la spregiudicata propaganda jihadista, che va oltre l’idea di intimorire, spaventare, terrorizzare mietendo vittime in zone cariche di significato per storia o per concentrazione di cittadini e turisti, ma fa leva sulla paranoica suggestione dei territori che furono sotto i Mori, per continuare a diffondere l'orrore, allargando a macchia di leopardo la guerra all’Occidente.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.